Sicurezza
Numeri drammatici L’emergenza povertà scuote la politica
Caritas, Croce Rossa e volontari raccontano il problema in consiglio comunale: «Necessario trovare risorse»
GROSSETO. È durato tutta la mattina, ha visto formulare proposte e aspetta soluzioni. È il consiglio comunale aperto sulla povertà, che per tutta la mattina di ieri ha animato i banchi del Comune di Grosseto in cerca di risposte sull’emergenza sociale. Tanti gli interventi che si sono succeduti, dal consigliere Claudio Pacella, a Giacomo Cerboni, a Davide Buzzetti, a Marcello Treglia,.a Fabrizio Rossi a Cristina Citerni la quale ha chiesto di verificare se nel bilancio comunale si possano trovare risorse per iniziative legate alla solidarietà e al tamponamento della povertà. Il presidente della terza commissione (sociale) Francesco Giorgi (che ha lanciato la proposta di usare come mense o dormitori alcuni locali di cui il Demanio si vuole disfare) è stato incaricato di organizzare una sessione (nella terza commissione) per vagliare le varie proposte.
Don Enzo Capitani, presidente della Caritas, ha spiegato che i grossetani sono generosi e sicuramente in maniera individuale si occupano dele varie emergenze, ma manca un’accoglienza strutturata e continuativa.
Fabrizio Boldrini, direttore del Coeso, cita numeri sempre più drammatici. «7000 i grossetani che hanno chiesto aiuto ai servizi del Coeso; 150 le persone che dall’inizio dell’anno sono in lista d’attesa per l’emergenza abitativa».
I dati dei senzatetto sono drammatici: tantissime le persone che, da una condizione di relativa tranquillità passata, si ritrovano per strada e chiedono aiuto agli enti pubblici (l’ultimo caso è di Elena Donati, la signora che dorme al circolo bocciofilo di Grosseto, grazie alla generosa accoglienza di una signora). E sull’argomento sono intervenuti anche Hubert Corsi, presidente provinciale della Croce Rossa, che ha portato anch’egli il suo contributo numerico (le persone che si sono rivolte alla sua struttura sono raddoppiate in due anni, dal 2011 al 2013). Interessante il contributo della Ronda della Carità e della solidarietà, che da anni mette tutto il suo impegno nell’aiutare le persone che non hanno soldi per mangiare in città. Anche questa associazione ha visto una drammatica impennata di numeri, che in 5 anni sono triplicati passando da una media di 25 persone a circa 60.
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