Il Tirreno

Grosseto

La Mabro resta chiusa fino alla vendita

di Francesca Gori
La Mabro resta chiusa fino alla vendita

Il commissario della Prodi bis ha incontrato i lavoratori: a gennaio sarà bandita la gara per la cessione della società

3 MINUTI DI LETTURA





GROSSETO. Ci sono stati tre applausi che hanno sottolineato altrettanti momenti dell’ingresso del commissario della Prodi bis nella fabbrica delle vestaglie azzurre. Quello che ha accompagnato le parole del commercialista pratese che ha spiegato come negli ultimi sei mesi di lavoro le perdite sono state maggiori delle vendite, quello scoppiato quando ha ripreso le lavoratrici che avevano applaudito primo e un terzo dopo gli auguri di Natale. Su una cosa, ha insistito ieri Russotto: «La conflittualità tra lavoratori deve finire, in questo modo non vi si fila nessuno», ha detto a più riprese. Ricevendo, indietro, risposte per ora poco convincenti.

Il commissario nominato dal Ministero si è presentato puntuale all’appuntamento fissato alla Mabro. E ha detto chiaro e tondo quale sarà la sua strategia per togliere dal pantano l’azienda: venderla, al più presto possibile, grazie al lavoro di un advisor padovano, Riccardo Bonivento, che sta valutando insieme a Russotto il valore della fabbrica. «Una valore - ha detto in assemblea - che è dato soprattutto da voi maestranze e dalla vostra professionalità».

L’analisi dei conti della società è appena cominciato. Ma la gestione degli ultimi mesi dell’azienda è rappresentata con due sole cifre dal commercialista. «In sei mesi per realizzare un milione e 800mila euro fatturato, se ne sono persi due milioni e mezzo - spiega - per questo abbiamo deciso di procedere alla massima velocità, d’accordo con il giudice Vincenzo Pedone, per pubblicare il bando di gara entro la fine di gennaio. Intanto, la produzione sarà sospesa: è l’ultimo miglio, l’ultimo sforzo che chiediamo alle lavoratrici». Un risanamento per linee interne, insomma, non può essere applicato alla fabbrica di via Senese. Ci vuole un acquirente. «Ci vuole qualcuno che abbia solidità finanziaria e una proposta seria - aggiunge - in questa fabbrica si è perso anche troppo tempo, non possiamo perderne altro». Qualche telefonata d’interesse, al numero del commissario è già arrivata. Ma fino a quando non sarà pronto il bando di gara sarà impossibile stabilire se quelle offerte saranno più o meno accettabili.

La sala mensa della Mabro ieri era al gran completo. E a stringere la mano al commissario Giampiero Russotto sono arrivati anche il presidente della Provincia Leonardo Marras e l’assessore alle Attività produttive del Comune Emanuel Cerciello.

«Questa azienda o viene venduta a qualcuno - ha spiegato il commissario - o fallisce. Un’altra via non c’è. E ci sono due aggravanti che pesano: lo sfratto esecutivo, al 31 gennaio e la conflittualità tra lavoratori che deve cessare. Vendere la Mabro infatti significa cedere 218 dipendenti, maestranze capaci di fare il proprio lavoro. È questo l’unico valore che ha ancora quest’azienda».

Parole che alle rsu Cgil non sono andate giù. Il commissario ha cercato di ridimensionare in qualche modo il loro ruolo in assemblea, dicendo che la Prodi bis sarebbe comunque stata concessa dal tribunale e non perché richiesta dalle rsu Cgil. «Sulla sentenza però ci sono i nostri nomi - dice Nadia Perino - e la procedura di accesso non è automatica». Polemiche sui meriti a parte, la rappresentanza sindacale ha chiesto di poter rimanere in carica fino alle prossime elezioni, anche se ormai scaduta da tempo. Nessuna opposizione da parte del commissario, che tornerà in azienda venerdì. C’è anche un’altra questione da sistemare, quella della cassa integrazione per tutti i lavoratori. «Ma anche sul fatto che lo stabilimento debba restare chiuso - dicono i rappresentanti dei lavoratori - non siamo d’accordo. Siamo convinti che bisogni tornare a lavorare e riprendere al più presto la produzione». Sulla società pesano i debiti ma anche la stagionalità della produzione. «Non possiamo permetterci di perdere un’altra stagione - dicono - sarebbe la morte dell’azienda». Parole che si contrappongono a quelle di Cisl e Uil: «Collaboreremo con il commissario - dicono i sindacalisti - per salvare la Mabro».

Non lasciare decidere l'algoritmo:

scegli Il Tirreno per le tue notizie su Google

Cronaca flash

Sicurezza

Massa, tre rapine in due ore in centro: arrestati due giovanissimi

di Redazione Massa