Sicurezza
«Ingiusto chiedere soldi alle coop»
Peep: Gucci (La Serenissima) attacca la giunta e cita una valutazione ignorata nel 2008 dal Comune
GROSSETO. Attacco a muso duro e replica che lascia qualche spiraglio: continua il braccio di ferro tra Comune e cooperative coinvolte nel Peep Pizzetti. Nel caos nato da sentenze e ricorsi torna a picchiare duro Roberto Gucci, presidente della coop La Serenissima. È così che, mentre su 400 famiglie pende un maxi conguaglio da 8milioni di euro, si continua ad accapigliarsi per tutelare la propria immagine e, come dice lo stesso Gucci, «fare chiarezza».
All’origine dei guai c’è una sentenza della Corte costituzionale, la 348 del 24 ottobre 2007, che porta a livello di mercato i costi dei terreni soggetti a esproprio. Un concetto ripreso dalla finanziaria 2008. Ed è proprio seguendo queste novità che due proprietari terrieri espropriati per far spazio a 390 alloggi popolari e un centro servizi al Pizzetti si sono mossi: prima hanno rifiutato le cifre offerte – a suo tempo – dall’amministrazione, poi si sono rivolti alla Corte di appello di Firenze. E nel giugno di quest’anno è arrivata la sentenza che obbliga il Comune a ripianare 8 milioni di euro. Quei soldi, come ha più volte ribadito l’assessore al Peep, Luca Ceccarelli, l’amministrazione deve riprenderli. E lo farà bussando alle coop, perché «sono loro il nostro interlocutore». Ma Gucci, che già dalle colonne del Tirreno aveva chiesto di rateizzare «almeno in 15, 20 anni» torna a farsi sentire, accusa l’amministrazione che «tiene un atteggiamento cinico» e rilancia: «Ci siamo incontrati con il Comune il 15 ottobre, c’erano i dirigenti, ma nessuno della giunta. Tantomeno Ceccarelli. Dovevamo rivederci entro un paio di settimane, ma anziché le proposte abbiamo visto solo le uscite dell’assessore sul giornale».
Gucci ripercorre quel che è accaduto, perché «ci sono gli estremi per una richiesta danni» e perché chiedere i soldi alle coop che poi dovranno rifarsi giocoforza sulle famiglie è «una furbata». Il numero uno de La Serenissima ricorda che «la convenzione con il Comune è del 29 settembre 2008». Ma dieci giorni prima la Commissione provinciale espropri aveva dato una valutazione dei terreni ben più alta di quella messa nero su bianco. «Ma questo - sbotta Gucci - non lo sapevamo. Così come non sapevamo che una mesata dopo, il 22 ottobre 2008, il Comune provò (invano) a chiudere l’accordo con i proprietari terrieri che non avevano accettato la prima offerta, quella più bassa (su cui si è regolata la convenzione firmata), proponendo la quotazione della commissione tecnica».
Ecco, se le coop avessero conosciuto la valutazione della commissione, quella che sembra essere stata prima ignorata dal Comune e poi accolta, magari – fa intendere Gucci – il bando sarebbe saltato. Ma c’è dell’altro: la Corte di appello ha accordato ai proprietari terrieri una maggiorazione del 10% definendola come «dovuta». E questo, si legge nella sentenza, perché «fino dal 19 settembre 2008 il Comune aveva avuto la disponibilità delle risultanze della Commissione provinciale espropri, cui avrebbe potuto uniformarsi. Tale omissione costituisce presupposto per la concessione della richiesta di maggiorazione…».
Intanto l’assessore Ceccarelli apre uno spiraglio e conferma: l’amministrazione sta discutendo con le banche per avere trattamenti convenienti alle dilazioni. «Qualcuno si è detto disponibile, ma non posso sbilanciarmi. La mancata comunicazione con le coop? Gli uffici mi hanno assicurato che nel tempo c’è stata un’informazione costante». Al Pizzetti restano 100 case da costruire. Senza certezze sarà difficile venderle.
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