Il Tirreno

Grosseto

Via Saffi e Camilletta Addio ai penitenziari

Ministero e Regione siglano un protocollo che prevede la chiusura delle carceri di Grosseto e Massa Marittima e una struttura nuova per ospitare 200 detenuti

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GROSSETO. Il carcere di via Saffi a Grosseto e quello della Camilletta a Massa Marittima potrebbero presto chiudere i battenti e trasformarsi in qualcos’altro. Uno, quello di Grosseto, è inadeguato a causa della vetustà del palazzo che lo ospita; l’altro, quello di Massa, è nuovo e funzionale ma sottoutilizzato. Per questo entrambi sono da tempo nel mirino di una riorganizzazione logistica dell’intero sistema carcerario provinciale. Se ne parla da molto, ma ora potrebbe esserci la svolta in virtù di un accordo fra Regione Toscana e Ministero della Giustizia che ipotizza di svuotare le celle e «di utilizzare in maniera diversa le case circondariali di Massa Marittima e Grosseto».

L’annuncio è arrivato ieri, subito dopo la firma a Firenze di un protocollo («unico in Italia») nel quale il ministro Annamaria Cancellieri, il governatore Enrico Rossi, il presidente del Tribunale di sorveglianza di Firenze, Antonietta Fiorillo, e quello dell’Anci Toscana, Alessandro Cosimi, tracciano un percorso che dovrebbe «migliorare la situazione delle carceri toscane e insieme quella dei detenuti».

In questa prospettiva Ministero e Regione «si impegnano ad avviare un tavolo tecnico anche con l'Agenzia del Demanio e con il Commissario straordinario del Governo per l’edilizia penitenziaria volto a valutare, anche eventualmente attraverso la permuta, ipotesi alternative di utilizzo da parte della stessa Regione di immobili demaniali oggi destinati a istituti penitenziari, come per esempio» quelle di Massa Marittima e Grosseto. Lo stesso tavolo tecnico, recita ancora il protocollo, «potrà anche valutare l’ipotesi» di costruire un nuovo carcere in provincia di Grosseto, idoneo a ospitare almeno 200 detenuti. Ipotesi e basta perché (e la cosa è specificata nero su bianco) tutto dipende dalle risorse economiche disponibili e da ulteriori accordi con gli enti locali.

Da quest’ultimo punto di vista almeno a Grosseto la strada potrebbe essere spianata. Siccome il carcere di via Saffi da anni è formalmente “da chiudere” in quanto inadeguato, il Comune si è attrezzato da un pezzo. «I nostri strumenti urbanistici prevedono già l’area (in zona ospedale, ndr.) destinata all’edificazione di un nuovo e moderno penitenziario», spiega il sindaco Emilio Bonifazi.

Fin qui non se n’è fatto nulla perché tra Stato e Comune non si riusciva a trovare neppure l’odore dei quattrini necessari. Ora l’intervento della Regione potrebbe cambiare il quadro. Cosa poi Firenze possa farci (in caso di permuta) del meraviglioso palazzo vista Cassero di via Saffi e del moderno complesso della Camilletta, questo è un capitolo tutto da immaginare. (e.g.)

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