Il Tirreno

Grosseto

Su Zorro scoppia la guerra nel Pd

di Paola Villani

Il sindaco di Massa Marittima scrive alle tre senatrici del suo partito che l’avevano criticata

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MASSA MARITTIMA. Lidia Bai per la prima volta interviene con una lunga e appassionata lettera sulla vicenda di Zorro. Fino a pochi giorni fa era il sindaco di Massa Marittima a dover gestire l'ultima bagarre su un cane, un dogo argentino di nome Zorro appunto, considerato pericoloso e per il quale l'Asl aveva valutato necessaria la soppressione. Fino a pochi giorni fa infatti, perché il cane è stato trasferito dal canile massetano e quindi oggi la competenza non è più di Bai. Il primo cittadino non aveva mai voluto esprimersi sulla vicenda, aveva semplicemente fornito informazioni sulle circostanze dei fatti, senza mai aggiungere pareri o giudizi. Una scelta, opinabile certo, ma pur sempre una scelta legittima. Adesso però, forse grazie alla tranquillità scaturita dal non dover più decidere sulla vita o sulla morte di Zorro, Bai parla e parla a lungo. Lo fa in risposta a tre senatrici del suo stesso partito, il Pd ((Monica Cirinnà, Silvana Amati e Manuela Granaiola) che nei giorni scorsi dopo che il veterinario, Paolo Madrucci, responsabile del Servizio prevenzione dell'Asl 9, aveva criticato la legge 281 e indicato la necessità di superare il vincolo del mantenimento senza termine degli animali nei canili-rifugio, suggerendo l'eutanasia, avevano firmato una nota dove in buona sostanza si diceva che il medico non doveva permettersi di andare contro le norme statali, dichiarandosi pronte a presentare un’ interrogazione per valutare l'incompatibilità di Madrucci nel ruolo istituzionale che ricopre. Il primo cittadino massetano tira le orecchie alle colleghe che ricoprono ruoli più alti del suo, ma che a suo giudizio, non riescono proprio ad essere vicine alla realtà quotidiana dei piccoli centri. «Le affermazioni delle tre senatrici del Pd mi sollecitano alcune riflessioni che derivano soprattutto dalla mia stessa appartenenza al Pd – scrive Bai - Mi sgomenta intanto il tono sommario e liquidatorio con il quale affrontano la questione e la mancanza di un’informazione approfondita che credo debba precedere affermazioni tanto nette e decise quanto approssimative. Mi riferisco anche alle valutazioni sul responsabile della Veterinaria dell'Asl 9 di Grosseto: non entro nel merito, ma l'allontanamento di un operatore dal ruolo che ricopre penso debba tener conto della sua professionalità, del lavoro svolto, della disponibilità a risolvere le questioni che si presentano sui territori, dell'assunzione di responsabilità rispetto ai problemi più urgenti, dell'onestà». La filippica poi affronta l'altro tema quello della lontananza dalla realtà. I Comuni fanno di tutto per riuscir a mantenere e a tutelare la difesa degli animali, spendendo denaro che ad oggi non è così facilmente reperibile. «Per il mantenimento dei randagi in una struttura costruita e gestita secondo la normativa europea, un Comune di piccole dimensioni come quello di Massa Marittima, che ha un bilancio limitatissimo, spende 100 mila euro l'anno». E non ci sono solo i cani, ci sono pure i cittadini da tutelare e far quadrare i conti non è semplice specialmente oggi quando i bisogni sono aumentati.

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