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Sensi e Bernardini “cattivi” il richiamo dei garanti Pd

Sensi e Bernardini “cattivi” il richiamo dei garanti Pd

Lettera per le dichiarazioni al Tirreno prima del congresso bis a Gorarella La missiva finisce su Facebook e fioccano decine di critiche e... tanta ironia

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GROSSETO. Una lettera di critica, di richiamo, è stata inviata lunedì al solito Christian Sensi e a Rita Bernardini (candidati della lista Futuro Pd) dalla commissione provinciale di garanzia del partito, presieduta da Roberto Daviddi e composta - in questo momento - da soli cinque membri (Mauro Rossi, Rosa Angelino, Adalberto Sabatini e Nadia Tizzi) per le simultanee dimissioni di quattro garanti formalizzate nei giorni scorsi.

Letta da fuori sembra l'ennesima manifestazione di guerriglia all'interno del Pd, dove non accennano a diminuire dispetti, cianchette e decisioni ad excludendum. Fino a oggi, infatti, non vi è stata una sola occasione in cui le parti (Borghi-Pinzuti vs Marras-Simiani, oppure i renziani al loro interno ) non abbiano discusso fino al punto di rompere.

Ma qual è la colpa dell'avvocato Sensi e della Bernardini? Tutto nasce da un'intervista al Tirreno, alla vigilia del congresso-bis di Gorarella. Il primo - svoltosi a fine ottobre - era stato invalidato e poi annullato dalla commissione congressuale presieduta da Alessandro Militello. Sensi e la Bernardini, il giorno prima del ritorno alle urne, avevano invitato gli iscritti a disertare. “Il colpo di coda della famigerata commissione per il congresso”. Così avevano definito la decisione di rifare il congresso. Poi avevano parlato di imposizione, atteggiamento arrogante e fazioso e palese imparzialità dell'organismo. Parole che evidentemente non sono piaciute ai nuovi garanti.

E infatti la commissione provinciale di garanzia del Pd, mercoledì 11 dicembre, dopo aver esaminato il testo dell'articolo di stampa, ha scritto una lettera ai diretti interessati e per conoscenza alla segretaria provinciale Barbara Pinzuti, al presidente dell'assemblea Riccardo Vannozzi, al responsabile della organizzazione e al segretario dell'unione comunale di Grosseto Saimo Biliotti, in cui si critica il comportamento dei due iscritti (su Sensi peraltro erano stati sollevati dubbi anche riguardo alle modalità di iscrizione).

«Se le vostre prese di posizione sulla vicenda dell'annullamento del precedente congresso sono senz'altro da ritenersi frutto di un normale dibattito e scontro tra posizioni contrapposte all'interno del partito, sono invece del tutto irrituali i vostri inviti a boicottare il congresso, ovvero il luogo deputato al più ampio dibattito politico nel nostro partito a prescindere dagli esiti più o meno attesi per ogni iscritto. Il vostro invito a disertare si qualifica quindi come comportamento in contrasto con i principi sanciti nell'articolo 4 del codice etico, che disciplina la leale collaborazione e il sostegno alla vita del partito».

Da qui la critica, il richiamo ufficiale. Che avrebbe dovuto restare confinato ai protagonisti.

La lettera però è stata divulgata su Facebook dallo stesso Sensi, diventando presto oggetto di dibattito e fabbrica di feroci battute, anche per le parole latine (“motu proprio”) usate dalla stessa commissione. Preistoria e 2.0 in politica, a volte, si toccano… (f.g. e g.b.)

©RIPRODUZIONE RISERVATA

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