Il Tirreno

Grosseto

Scommesse, cinque gare nel mirino

di Maurizio Caldarelli
Scommesse, cinque gare nel mirino

Il Grifone di nuovo coinvolto, ma non ci sono tesserati. Fra le partite anche il derby interno dell’anno scorso col Livorno

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GROSSETO. Torna l'incubo del calcio scommesse con una nuova inchiesta condotta dalla Procura di Cremona che riguarda 90 partite di serie A, B e Lega Pro.

Nel mirino del giudice per le indagini preliminari Guido Salvini, che ha richiesto l'arresto per quattro persone, Francesco Bazzani, Salvatore Francesco Spadaro, Cosimo Rinci e Fabio Bruno Quadri, oltre ad una serie di indagati (c'è anche l'ex milanista Rino Gattuso), sono finite anche cinque gare della formazione grossetana in serie B: due della stagione 2010-2011, Albinoleffe-Grosseto del 22 aprile 2011; Modena-Grosseto del 7 maggio e tre della passata annata agonistica, conclusa con la retrocessione in Lega Pro: Spezia-Grosseto del 7 aprile 2013; Grosseto-Livorno del 20 aprile 2013 e Reggina-Grosseto dell'11 maggio 2013.

La posizione della società biancorossa, che nell’estate del 2012 ha patteggiato sei punti di penalizzazione ed è stata assolta dall’accusa di illecito sportivo, stavolta è marginale, in quanto non c'è il coinvolgimento di nessun tesserato. C'è sì un ex biancorosso chiamato in causa, il difensore Samuele Olivi, in qualità però di tesserato del Pescara.

Nelle 212 pagine dell'ordinanza emessa dal tribunale di Cremona, si spiegano i movimenti degli indagati e le accuse che sono state mosse loro. La partita tra Albinoleffe -Grosseto è stata inserita nell'inchiesta dopo l'intercettazione dei contatti tra Bazzani e il giocatore Bombardini due giorni prima della gara. Sull'incontro di Bergamo, concluso sull'1-1, con il pareggio dei locali arrivato a tempo ampiamente scaduto su una punizione inventata dall'arbitro Ruini e trasformata da Regonesi, è stata presa in considerazione anche una dichiarazione dello “zingaro” Gegic: «Ricordo che Carobbio mi informò che la partita Albinoleffe-Grosseto, sarebbe appunto finita con un pareggio e mi propose di scommettere. In sostanza si limitò a fornirmi l'informazione. Io non giocai, ma in seguito Carobbio mi raccontò che non riuscivano a raggiungere il risultato programmato, nel senso che l'Albinoleffe non riusciva a segnare. Pertanto si rivolsero all'arbitro, mettendolo al corrente dell'accordo tra le due squadre e questi trascinò la partita chiudendola subito dopo il pareggio dell'Albinoleffe verificatosi attorno al 98’. Si trattava di un accordo strategico, nel senso che il pareggio era utile a tutte e due le squadre».

Per il confronto Modena-Grosseto, chiuso anche in questo caso sull'1-1 e passato alla storia per il gesto del tagliagole di Sforzini, che scatenò la rabbia dei tifosi emiliani, il gip ha messo a referto le sei chiamate, avvenute il 3 e il 6 maggio del 2011, tra Bazzani e il calciatore emiliano Claudio Bellucci. È vero che il pareggio faceva comodo ad entrambe, ma Modena e Grosseto si affrontarono senza risparmiarsi.

Le altre tre partite finite sotto la lente d'ingrandimento sono relative alla drammatica passata stagione, quando ormai la squadra di Moriero, che ha giocato sempre a testa alta fino all’ultima giornata, aveva ormai esaurito ogni speranza di rimanere in serie B, anche per una serie di arbitraggi discutibili.

Per Grosseto-Livorno, vinta 3-0 dagli amaranto dopo un dominio di quasi un'ora da parte del Grifone, che fallì anche due rigori con Delvecchio e Piovaccari, gli inquirenti si basano su alcune intercettazioni del 16 aprile, quattro giorni prima della gara disputata allo Zecchini. «Rinci, parlando del suo “principale” - si legge nell’ordinanza - e cioè della persona con la quale Spadaro aspirava ad incontrarsi, riferiva che costui, che era “qua” sarebbe partito l'indomani mattina, ritornando il venerdì in quanto doveva “andare a Grosseto” precisando che sicuramente vi sarebbe andato “a vedere un terreno”. Si rappresenta che la conversazione si svolge il giorno prima della partita Grosseto-Livorno del campionato di serie B. Ne consegue che, alla luce di quanto sopra, la persona si stava attivando per quella partita che avrebbe interessato la squadra del Grosseto».

Non ci sono elementi invece sulle altre due partite finite sotto inchiesta: quella al “"Picco” di La Spezia del 7 aprile 2013 (2-1 il risultato finale per i locali), caratterizzata da due clamorose sviste arbitrali: il gol del vantaggio ligure in evidente posizione di fuorigioco e soprattutto un calcio di rigore negato a Lupoli nel primo tempo. E all'apparenza tutto regolare anche la sconfitta sul campo della Reggina, che invece è finita nel calcio scommesse. La formazione calabrese s'impose con una punizione di Di Michele a quattro minuti dalla fine, dopo aver rischiato più volte di capitolare sulle incursioni maremmane. I grifoni si divorarono almeno cinque palle-gol.All’inchiesta hanno collaborato le squadre mobili di Bologna, Milano, Roma, Messina, Varese e La Spezia, Ancona, Verona, Siena, Rimini e Genova più naturalmente Cremona, che hanno trovato informazioni utili per l’inchiesta.

Questo nuovo filone del calcioscommesse arriva in un momento in cui i tifosi biancorossi stanno riassaporando il sapore della vittoria, con il ritorno di Cuccureddu sulla panchina ma tutti hanno fiducia sull’innocenza della loro società.

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