Il Tirreno

Grosseto

Saldo Tares, la guerra delle date

di Ivana Agostini
Saldo Tares, la guerra delle date

Lo Stato proroga al 16 gennaio, Orbetello aveva già deciso il 28 febbraio, Miralli e Casamenti litigano

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ORBETELLO. Sono passati due giorni dall’approvazione della proroga della scadenza della Tares nel comune di Orbetello, ma le polemiche non accennano a diminuire. Anzi, forse diventano ancora più aspre, indispettendo non poco l’assessore al bilancio Roberto Miralli.

«Sarei un po’ stanco di tutte queste continue polemiche», attacca l’assessore. «Si è cercato di lavorare nell’interesse della collettività, cercando di fare il bene della cittadinanza. Non vedo il perché di questo accanimento».

Tutto infatti ruota intorno a una proroga concessa del Comune ritenuta, nonostante l’approvazione istituzionale, illegittima.

Il più agguerrito è, come al solito, il capogruppo di opposizione Andrea Casamenti, che continua a far sentire il suo dissenso. Casamenti in particolare si chiede cosa farà adesso il Comune di Orbetello, dato che lo Stato avrebbe prorogato la scadenza della rata di sua spettanza al 16 gennaio 2014, mentre il Comune l’ha fissata al 28 febbraio.

Come avvenuto in sede di consiglio comunale, dove Casamenti e Miralli si sono scambiati battute a suon di riferimenti ai quotidiani, più o meno accreditati in materia di finanze, anche ieri Casamenti ha riportato quanto scritto da Repubblica riguardo la proroga dello Stato: «Lo Stato – dice Casamenti – ha prorogato la scadenza al 16 gennaio e lo avrebbe fatto con una nota secondo la quale “nel caso in cui il Comune non abbia inviato il relativo bollettino in tempo utile per far rispettare ai contribuenti la scadenza del 16 dicembre 2013 la maggiorazione Tares deve essere pagata entro il 16 gennaio».

Miralli interrogato sulla questione non è apparso minimamente preoccupato ribadendo il fatto che «Orbetello non è stato l’unico Comune a fare una proroga. Io – dice l’assessore – ho citato il caso di Bergamo, ma ce ne sono altri, non sono quattro o cinque come dice il capogruppo Casamenti. Ce ne sono molti di più, anzi c’è un tale caos normativo che possiamo dire che ogni Comune fa quello che vuole. Quello che dovrebbe interessare all'opposizione – tuona Miralli – è che nessuna sanzione sarà a carico del cittadino, il cittadino non dovrà pagare nessuna sanzione, nessuna. Questa è l’unica cosa importante. La legge, come ho già detto in consiglio comunale, ci permette di farlo e noi lo abbiamo fatto. C’è un gran caos normativo in materia – ribadisce – ma l’importante è aver tutelato i cittadini».

Va a ruota libera, l’assessore al bilancio, e passa al contrattacco: «Si sta facendo il terrorismo delle sanzioni, a chi giova tutto ciò?».

Inevitabile girare la domanda al diretto bersaglio di Miralli, ovvero Casamenti: «Nessuna polemica fine a se stessa – assicura il leader dell’opposizione – ma tutela dei cittadini di fronte a un’approssimazione della giunta devastante che dimostra giorno dopo giorno un’inadeguatezza senza precedenti. Come ci si può dimenticare di mandare a casa gli F24 dopo averlo promesso, mettendo i cittadini stessi in una situazione difficile nei confronti dello Stato?». A questo proposito l'assessore al bilancio aveva già spiegato la questione facendo riferimento a quello che sarebbe stato il costo della postalizzazione. Ma in ogni caso, insiste Casamenti, il Comune avrebbe prorogato ciò che non poteva «andando in contrasto con uno stesso regolamento comunale Tares, approvato e non modificato in consiglio comunale e che, a tutt’oggi in vigore prevedrebbe la scadenza al 16 dicembre».

«Le scadenze non vengono portate in consiglio comunale – ribatte Miralli – e poi non esiste alcun contrasto fra atti: vale l’ultimo approvato, dunque quello del 16 dicembre che ha stabilito la proroga al 28 febbraio».

La guerra delle date, insomma, continua. Ma nel valzer da far girar la testa una certezza c’è: la Tares va pagata.

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