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Maggie, la cagnolina che scacciò il lupo nero

di Fiora Bonelli
 Maggie, la cagnolina che scacciò il lupo nero

STRIBUGLIANO. Non sempre vince chi è più grande o chi grida più forte. Spesso vince l’intelligenza, il coraggio e la dedizione al padrone. Menomale che domenica mattina c’era Maggie vicino a Emilio...

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STRIBUGLIANO. Non sempre vince chi è più grande o chi grida più forte. Spesso vince l’intelligenza, il coraggio e la dedizione al padrone. Menomale che domenica mattina c’era Maggie vicino a Emilio del Casale, un pastore di Stribugliano che difende le sue pecore solo con il suo aiuto. Maggie è una border collie e, infatti, non ci ha pensato due volte a proteggere il gregge: senza nemmeno un latrato, ma solo con l’incalzare delle sue mosse, ha allontanato il predatore dal gregge.

Era domenica mattina scorsa, verso le 10. I cacciatori di cinghiale erano disposti nelle vicinanze del pascolo, quando un “lupo” nero è apparso vicino al gregge: «I braccali – racconta Emilio – mandavano i cinghiali verso le poste, quando all’improvviso è sbucato dalla macchia un predatore tutto nero. Credo che fosse stato impaurito dalla confusione e dall’agitarsi della squadra di cacciatori e dei loro cani».

Emilio era in cima al suo trattore e la sua Maggie vicino a lui. «Non appena abbiamo visto il lupo avvicinarsi alle pecore – spiega Emilio – io ho cercato di allontanarlo con urli e movimenti, ma non potevo fare più di tanto. Ma la mia border collie è partita immediatamente. Velocissima, senza abbaiare, ha cominciato a roteare attorno al predatore che all’inizio continuava a avvicinarsi alle pecore, ma poi messo in confusione dagli attacchi ripetuti di Maggie se ne è andato di gran carriera. Un cane di piccola taglia, nemmeno di 30 chilogrammi, ha avuto la meglio, col suo coraggio, su un grosso animale affamato, che se ne è dovuto andare a bocca asciutta».

Prima, continua Emilio, è retrocesso mentre lei incalzava, poi si è voltato ed è sparito dall’altra parte del pascolo. «Tutto questo – sottolinea Emilio – è avvenuto nel più totale silenzio, e sembrava a me che ero rimasto immobile in cima al trattore, una scena irreale. Tutto in pieno giorno, sotto i miei occhi, con grave rischio per le pecore. Devo ringraziare, conclude, la mia bravissima Maggie».

Il tutto si è consumato in dieci minuti, ma per tutto il giorno e parte della serata, fino a quando le pecore non sono state tutte contate e chiuse nell’ovile al riparo, Emilio non ha potuto lasciare la zona.

«Nonostante la sfida fosse finita bene per noi – spiega – la paura non è passata e la voglia di sorvegliare la situazione ha prevalso. Sono rimasto a lavorare fino a sera e all’imbrunire ho finito di far pascolare il gregge e poi, sempre con l’aiuto di Maggie, ho riportato sane e salve le pecore nella stalla per la mungitura. Sono andato a casa a dormire a buio pesto, ma per questa volta è andata bene».

©RIPRODUZIONE RISERVATA

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