Il Tirreno

Grosseto

All’obitorio la camera ardente per Irina

All’obitorio la camera ardente per Irina

Oggi e domani le amiche della donna strangolata dal compagno potranno portarle l’ultimo saluto

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GROSSETO. Comincerà questa mattina con la deposizione di un mazzo di fiori per mano dell’amica Oelena il pellegrinaggio delle donne russe che abitano in città all’obitorio del Misericordia. Per due giorni, la bara che contiene le spoglie di Irina Meyntser, la donna di 47 anni uccisa dal suo compagno Sergio Bertina, sarà esposta prima di partire per l’ultimo viaggio, quello verso il suo paese d’origine. Là, ad accoglierla ci saranno la madre, la sorella e il figlio di Irina, che non potrà più rivedere la sua mamma.

Oelena era la migliore amica di Irina. Sapeva che inferno stava vivendo la donna nelle ultime settimane, sapeva della gelosia ossessiva di Sergio. È stata lei ad andare in questura e denunciare la scomparsa della colf russa. È stata lei a incontrare Bertini prima che i carabinieri lo uccidessero, dopo che aveva inscenato la scomparsa della donna rivolgendosi anche a Chi l’ha visto. Del reimpatrio della salma di Irina è stata incaricata un’agenzia funebre romana, aiutata nelle pratiche e nei documenti dall’azienda grossetana la Pace, che ha seguito tutta la vicenda aiutando l’amica di Irina ad organizzare l’ultimo saluto per la donna uccisa dal suo compagno.

Bertini è ancora in carcere con l’accusa di omicidio volontario e occultamento di cadavere. Irina invece presto potrà tornare a casa. (f.g.)

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