Sicurezza
Addio a Jean, il falco nato ad Alberese
Il “pescatore” trovato morto vicino ad Agropoli: ha urtato contro i cavi dell’alta tensione
GROSSETO. Jean, uno dei pulli di falco pescatore nati la scorsa primavera in Maremma, è morto alcuni giorni fa vicino ad Agropoli, nel salernitano, dopo aver sostato per più di 4 mesi in Campania. Il gps, che a maggio gli era stato applicato dal dottor Andrea Sforzi (responsabile del progetto), dal ricercatore Flavio Monti e dai guardaparco di Alberese, mandava ormai un segnale statico e la temperatura rilevata era chiaramente quella ambientale e non quella di un animale vivo. Eppure al Parco della Maremma, dove i falchi vengono monitorati nell'ambito del progetto di reintroduzione della specie, fino a venerdì c'era ancora la speranza che il gps si fosse staccato e continuasse a trasmettere. Così sono immediatamente partite le ricerche da parte di Wwf e Legambiente Campania. Non è stato facile ritrovare il falco perché il gps dà un errore di alcune decine di metri, ricadenti in un fitto canneto. In più si registravano condizioni atmosferiche avverse. «Grazie alla determinazione e all'abilità nel muoversi di diversi volontari - racconta il presidente di Federparchi Giampiero Sammuri, che del progetto decennale è stato uno dei sostenitori - il falco è stato alla fine ritrovato e recuperato. Un successivo controllo ne ha immediatamente accertato le cause della morte: elettrocuzione. Il falco, in pratica, dopo aver pescato un pesce (sugli artigli aveva delle squame) ed essersi bagnato si è posato o ha urtato contro dei fili elettrici. Si trovava infatti sotto una linea dell'alta tensione. Purtroppo sappiamo che questa è una causa di mortalità frequente per i rapaci».
Ieri il dottor Sforzi ha dichiarato: «Il progetto va avanti. Continueremo a lavorare con determinazione. La coppia che si è riprodotta per tre anni consecutivi non si è mai allontanata dalla Maremma e attende la primavera per una nuova covata. La notizia della morte di un pullo è sempre negativa, ma è noto che la mortalità nei primi mesi di vita è elevatissima, e in questa specie supera addirittura il 50%. Il rammarico sul fatto che Jean non sia riuscito a superare il primo anno di vita, il più difficile, è compensata dal ritrovamento e dal recupero del corpo, che ci consentirà ulteriori attività di studio. Da un paio d'anni, infatti, è in corso una ulteriore ricerca, coordinata dal Parco regionale della Maremma e dal Parco regionale della Corsica, in collaborazione con l'Università di Ferrara e il CNRS di Montpellier (nell'ambito del dottorato di ricerca di Flavio Monti) per indagare sui movimenti del falco pescatore nel Mediterraneo, sulla genetica e sul collegamento tra le diverse popolazioni». A giorni Jean dovrebbe rientrare a Grosseto dalla Campania per essere conservato presso il museo di storia naturale della Maremma, di cui Sforzi è direttore. Jean- lo ricordiamo - era venuto alla luce nell'aprile scorso vicino a Bocca d'Ombrone, ad Alberese. Dopo le cure genitoriali e l'inanellamento - insieme all'altro pulcino - si era involato i primi di giugno. Luc - il fratello - si era diretto verso l'Abruzzo, lui invece era giunto in Campania per poi fermarsi per i mesi invernali nel comprensorio del Cilento.
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