La manifestazione
Scarico delle acque non autorizzato Diffidata la Sol.Bat
L’azienda del Casone non lo aveva inserito nell’Aia La fabbrica ha già avviato le procedure per la sistemazione
SCARLINO. Uno scarico che non è stato inserito nell’Autorizzazione integrata ambientale del 2010 pur essendo presente in azienda dal 2001.
Una dimenticanza che però è valsa una diffida alla Sol.Bat da parte del servizio Ambiente e impianti della Provincia di Grosseto che ha recepito la nota Arpat dello scorso 25 novembre. In pratica i tecnici dell’Agenzia regionale hanno segnalato la presenza di uno scarico di acque reflue industriali non autorizzato presso uno degli impianti della Sol.Bat, azienda del gruppo Solmine che opera nell’area industriale del Casone di Scarlino; inevitabile quindi la diffida inviata dalla Provincia all’azienda che ha già avviato le procedure per rimediare all’errore. Secondo una ricostruzione dell’azienda lo scarico contestato dall’Arpat, che ha effettuato i controlli anche in virtù dei numerosi casi di moria dei pesci verificatisi nelle acque del territorio, è quello relativo alle acque di raffreddamento di un diluitore dell’impianto di detergenza realizzato nel 2001 da Nuova Solmine e per il quale furono regolarmente richieste ed ottenute tutte le autorizzazioni agli enti preposti (Asl e Comune in primis).
Lo scarico delle acque utilizzate per il raffreddamento, all’interno della fognatura della rete aziendale e monitorato dai rilevatori di ph, venne quindi autorizzato a suo tempo, poi nel 2002 la Solmine spostò in Maremma dall’area bolognese l’azienda Sol.Bat ridisegnando quindi l’assetto delle strutture aziendali.
Per l’impianto di raffreddamento oggetto della diffida, quattro anni fa venne realizzato un circuito che garantiva il ricircolo e il recupero interno delle acque con la possibilità comunque di immettersi nella rete fognaria in caso di emergenza o necessità particolari, situazione però che nella stesura dell’autorizzazione integrata ambientale del 2010 non fu ribadita.
Il recente controllo, durante il quale riferisce la Sol.Bat vennero anche effettuate con esito positivo prove di funzionamento dei rilevatori di ph presenti nella rete, ha così evidenziato la discrepanza origine della diffida.
La società scarlinese ha già predisposto un documento da inviare al Ministero dell’Ambiente (competente per i 200 impianti più rilevanti in Italia) per integrare con una modifica non sostanziale l’autorizzazione rilasciata 3 anni fa. In attesa del via libera la Provincia ha comunque reso operativa la diffida a sospendere immediatamente lo scarico rilevato dall’accertamento Arpat con attivazione di tutti gli interventi di natura tecnico gestionale atti ad eliminare le inosservanze accertate e ad evitare qualsiasi scarico non autorizzato.
Non lasciare decidere l'algoritmo:
scegli Il Tirreno per le tue notizie su Google