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Grosseto

Franci rassicura: «Rossi ha blindato il nostro ospedale»

Luci e ombre, ma soprattutto incertezze sulla sanità amiatina. Il sindaco di Castel del Piano, Claudio Franci – che è anche presidente della Società della salute Amiata grossetana – nei giorni scorsi...

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Luci e ombre, ma soprattutto incertezze sulla sanità amiatina. Il sindaco di Castel del Piano, Claudio Franci – che è anche presidente della Società della salute Amiata grossetana – nei giorni scorsi si è recato a Firenze, in Regione, per discutere di sanità, dell’ospedale di Castel del Piano e della sorte della Società della Salute. E ha ricevuto dal governatore Enrico Rossi ampie rassicurazioni. Stavolta, però, è la lista dei “cattivi” stilata dal governo che mette in fibrillazione. Il problema sanità in Amiata è infatti assai delicato: i due piccoli ospedali di montagna, quello di Abbadia (sul versante senese) e di Castel del Piano (sul versante grossetano) sono nella lista nera del ministro della Salute Beatrice Lorenzin. Sono sotto i 120 letti, il numero indispensabile per far sopravvivere il nosocomio amiatino alla mannaia governativa. «La soppressione è un’evenienza – racconta Franci rientrato sull’Amiata – che Rossi ha detto esplicitamente che combatterà in ogni modo. Il governatore, infatti, ci ha ribadito che la Toscana ha già razionalizzato, eliminando parecchi piccoli ospedali e mantenendo quelli che per motivi geografici, sociali e altro, sono indispensabili alla popolazione. Rossi ha riconfermato il patto territoriale firmato di recente e ha dichiarato con forza che è sua ferma intenzione opporsi a queste direttive governative». Quindi il problema è molto caldo e non chiuso per adesso, mentre sembra migliore l’esito del ragionamento attorno alla SdS, consorzi che secondo certe linee regionali sembrava che fossero destinate allo scioglimento e che invece, a quanto riferisce Franci, potranno restare se vogliono.

«Per la nostra Società della salute non cambia nulla – afferma senza tentennamenti Franci –. Il governatore, infatti, ci ha chiarito che quei consorzi che vogliono potranno rimanere ad operare nei loro territori di competenza. Noi rimarremo. D’altra parte il ruolo di sanità territoriale che svolge la SdS è importantissimo. Abbiamo progetti avviati e il personale è composto da ex dipendenti dell’Asl e della comunità montana». (f.b.)

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