La manifestazione
File alle Poste, il sindacato: «Direzione non all’altezza»
GROSSETO. Code pazzesche alle Poste per la Tares. E il sindacato Confsal protesta. «Se il 16 dicembre 2013 è stato un lunedì nero per i contribuenti italiani per il doppio appuntamento con il fisco...
GROSSETO. Code pazzesche alle Poste per la Tares. E il sindacato Confsal protesta.
«Se il 16 dicembre 2013 è stato un lunedì nero per i contribuenti italiani per il doppio appuntamento con il fisco per la scadenza dei tributi Imu e Tares che insieme al conguaglio Irpef rischiano di mangiarsi tutta la tredicesima, anche per gli impiegati postali è stato un lunedì 16 da incubo».
«Puntiamo il dito – scrivono – verso la direzione di Poste italiane di piazza Rosselli che ancora una volta ha dimostrato di arrivare impreparata ai grandi appuntamenti, lasciando da soli i suoi dipendenti a fronteggiare un’incessante muraglia umana di clienti. Gli uffici postali della provincia grossetana è da una settimana che vengono presi d’assalto con file interminabili di clientela, costretta a lunghe attese prima di avvalersi del servizio e di conseguenza gli sportellisti sono dovuti rimanere ore e ore dopo il normale orario di lavoro. Abbiamo visto direttori, addetti alle vendite dei prodotti finanziari andare allo sportello per far fronte al sottodimensionamento di personale, ma per la dirigenza grossetana è tutto normale, a loro non importa nulla dello stress che i dipendenti sono costretti ad accumulare, tanto davanti alla clientela sempre più inferocita loro non ci sono. A loro pare che interessi solo che i budget prefissati siano raggiunti per poi godersi lauti premi altrimenti diventa difficile capire perché in tempi passati nelle giornate di scadenza si provvedeva ad un potenziamento degli uffici monoturno ai quali veniva prolungata l’apertura al pubblico anche nel pomeriggio. Ci sarebbe da scrivere un libro su questa azienda sprecona, inefficiente, che pensa solo a fare le economie, tagliando soltanto in produzione e che non intende aggiornare, rivedere un sistema lavorativo obsoleto, mentre la concorrenza sta volando. A tutti gli sportellisti va la nostra piena solidarietà e continueremo a batterci con tutti i mezzi a disposizione per ridare serenità e dignità a una categoria che a nostro avviso è abbandonata a se stessa».
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