Sicurezza
Consiglio negato, parte l’esposto
La minoranza di Arcidosso chiedeva di discutere della fusione dei comuni
ARCIDOSSO. «L’essersi rifiutato, il sindaco di Arcidosso, di convocare il consiglio comunale costituisce una ingiusta prevaricazione e l’esercizio de imperio di un potere che non gli spetta nei confronti della minoranza, la quale non è stata posta in grado, come invece previsto dal regolamento, di esercitare la propria funzione politica. Questa mattina (ieri, ndc) sono stato quindi costretto a segnalare la cosa al prefetto con apposita istanza».
Michele Nannetti, consigliere capogruppo di minoranza del comune arcidossino, ha presentato un esposto al prefetto perché, decorsi i venti giorni previsti dal regolamento, «il sindaco Emilio Landi – dice il consigliere – si è rifiutato di convocare il consiglio comunale» richiesto il 27 novembre da Nannetti e dai colleghi Lazzeretti e Bramerini.
Oggetto della presa di posizione della minoranza continua a essere il tema della fusione dei comuni di Arcidosso e Castel del Piano, che Nannetti vorrebbe ma che il consiglio di Arcidosso ha già bocciato in una seduta precedente mentre alcuni della minoranza disertavano l’aula.
Fra i punti all’ordine del giorno riproposti nella richiesta di consiglio di Nannetti vi sono quella di esprimersi favorevolmente a destinare alla riduzione di tasse, imposte e tributi in genere i risparmi e i finanziamenti ricavabili dalla eventuale fusione tra i Comuni di Arcidosso, Castel del Piano, Castell’Azzara, Roccalbegna, Santa Fiora, Sempronano», visto l’incontro, rammenta Nannetti, tenutosi il 21 novembre con Iommi dell’Irpet.
Nannetti avrebbe voluto anche che il consiglio esprimesse parere favorevole a che la Regione Toscana indica il referendum consultivo per la fusione dei Comuni di: Arcidosso, Castel del Piano, Santa Fiora e Seggiano, «visto che – spiega Nannetti – al consiglio comunale del 29 novembre l’assessore e consigliere comunale Feri si era dichiarato di non essere contrario».
Altro punto, la deliberazione sulla eventuale richiesta di non rispettare il Patto di stabilità a causa del taglio di 11 milioni e 500mila euro per i 135 comuni toscani con meno di 5mila abitanti, « visto il potenziale invito in proposito lanciato il 4 dicembre da parte del presidente Uncem Toscana e del responsabile dei piccoli comuni per l’Anci Toscana», rammenta Nannetti. Nannetti chiedeva anche una mozione per sensibilizzazione l’intervento pubblico per sostenere le famiglie italiane adottive bloccate in Congo.
«Il regolamento comunale – spiega il consigliere – stabilisce che qualora a richiedere la convocazione, come nel caso di specie, sia un quinto dei consiglieri, il sindaco «è tenuto a riunire il consiglio comunale, in un termine superiore a venti giorni. Le ragioni giustificative che il sindaco ha elencato in una lettera a noi inviata ci sembrano frutto di una interpretazione meramente politica, non corrispondente affatto alle regole di esercizio della democrazia. I punti all’ordine del giorno da noi richiesti, sono tutti motivati dal sopravvenire di circostanze che hanno reso opportuna la richiesta della convocazione di un nuovo consiglio comunale». (f.b.)
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