Finanza
«Ci sono testimoni leali, stiamo facendo capire com’è andata»
GROSSETO. «Ci sono anche dei testimoni leali a questo processo che dicono come sono andate le cose riguardo al momento in cui ho lasciato la Costa Concordia, come il marinaio bulgaro che ha finito di...
GROSSETO. «Ci sono anche dei testimoni leali a questo processo che dicono come sono andate le cose riguardo al momento in cui ho lasciato la Costa Concordia, come il marinaio bulgaro che ha finito di testimoniare da poco, e l'infermiera romena, i quali hanno raccontato come effettivamente andai via della nave». Così a fine udienza si è espresso Francesco Schettino, riferendosi a Petar Petrov e Raluca Soare. «Il marinaio bulgaro ha raccontato correttamente di quando mi ha detto di andare via dalla nave - ha fatto notare Schettino - Inoltre leale è stato anche il racconto dell' infermiera in altre udienze».
Lei se la sentiva di tornare a bordo quella notte? «Certamente che me la sentivo». E il comandante Schettino ha anche detto di essere «d'accordo con la Capitaneria di porto per rimanere l'ultimo a scendere dalla nave» ma che poi fu costretto a lasciarla per la progressiva inclinazione nel punto in cui si trovava. E non essere risalito «non è un cruccio. Semmai il mio cruccio è che nessuno vuole capire come siano andate veramente le cose, anche se piano piano forse ci stiamo riuscendo».
Prima dell’udienza, Francesco Pepe a nome del collegio difensivo del comandante ha voluto far presente (lo aveva già detto in sostanza il safety Pellegrini all’altra udienza) che alle 4 del mattino «fu Mattesi (safety a terra) a dire a Schettino di non salire» e che già una prima volta, quando era sul gommone, il comandante aveva chiesto di risalire ma non fu accontentato.
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