Attenzione
Asilo: mamme infuriate occupano il consiglio
Avevano chiesto un incontro con il Comune ma non era stato loro concesso Il pomo della discordia sono gli istituti che diventeranno statali il prossimo anno
GROSSETO. Non si può parlare di protesta “Forconi”, ma facendo le debite proporzioni si potrebbe parlare di “Forchette”, come quella partita spontaneamente nella mattinata di ieri, e inscenata da oltre trenta mamme, che hanno deciso di occupare la sala del consiglio comunale di Grosseto, e attuare un sit in, dopo che non sono riuscite a parlare con l’assessore alla Pubblica istruzione Ceccarelli e con il direttore di Iside Barbara Biagioni. Ricordiamo che Iside è un organismo strumentale del Comune di Grosseto, dotato di autonomia gestionale e lavora in stretta sintonia con i programmi del Comune e degli altri settori dell’amministrazione comunale, programma, coordina, potenzia e gestisce le attività necessarie al funzionamento e alla qualificazione dei servizi educativi per l’infanzia comunali (6 nidi e 7 scuole dell’infanzia). Ma, per capire tutta la faccenda dobbiamo fare un passo indietro.
Tutto nasce quando, due scuole materne, quella di via Lago Maggiore e quello di via Adamello, passeranno da comunali a statali, mentre l’asilo nido di via Merloni dovrà essere privatizzato.
Due mesi fa circa, alla notizia, le mamme preoccupate hanno inviato una lettera all’amministrazione comunale, chiedendo di sapere quali potevano essere le intenzioni e quali provvedimenti sarebbero stati adottati per tutelare i loro bambini. In sostanza, come spiega una delle mamme presenti alla protesta: «Volevamo sapere che fine avrebbero fatto i nostri figli. Dove sarebbero stati mandati. Se potevano rimanere nelle scuole che stavano frequentando e se i genitori, dovevano pensare di iscriverli altrove. Abbiamo aspettato una risposta, che però non è mai arrivata. Allora abbiamo incaricato le rappresentanti di classe di farsi portavoce del nostro disagio verso l’amministrazione. Finalmente siamo riuscite ad avere un appuntamento con l’assessore Ceccarelli e con la direttrice per avere tutte le spiegazioni in merito. Purtroppo – prosegue la mamma- all’appuntamento non si è presentato nessuno e abbiamo saputo da un impiegato dell’ufficio che per qualche motivo capitato all’improvviso non ci sarebbe stato il tanto atteso incontro con noi».
Le mamme però non si sono date per vinte e tutte insieme hanno deciso di spostarsi alla sede del comune per incontrare immediatamente il sindaco Bonifazi. Arrivate in comune però le cose non sono andate meglio. Il sindaco non era presente, perché era uscito dall’ufficio qualche minuto prima del loro arrivo. A questo punto la frustrazione stava montando e tutte le mamme arrabbiatissime hanno deciso di occupare per protesta la sala del consiglio fino a quando qualche rappresentante dell’amministrazione non avesse sentito le loro ragioni o non le avesse incontrate personalmente. Di quello che stava accadendo è stato avvertito immediatamente l’assessore Ceccarelli, che dopo mezz’ora è entrato nella sala del consiglio.
Ceccarellli, ha rassicurato le mamme, fissando un ulteriore appuntamento per venerdì prossimo, dove avrebbe spiegato con calma le intenzioni del comune in merito alla vicenda, e che c’era tutta la volontà da parte dell’amministrazione di fare il possibile, perché i bambini non subissero nessuna conseguenza dal famoso passaggio.
Ora non resta che aspettare l’incontro di venerdì. «Sarà bene che qualcuno del comune si presenti all’appuntamento, altrimenti abbiamo in mente altre forme di protesta», ha detto una delle mamme dopo l’incontro di ieri.
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