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Alluvione, rinuncia al rimborso per i danni alla Ferrari

Alluvione, rinuncia al rimborso per i danni alla Ferrari

Albinia: imprenditore deve avere quasi 30mila euro, ma non li terrà per sé: «L’auto era uno sfizio. Quei soldi ho intenzione di destinarli a una nobile causa»

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di Ivana Agostini

ALBINIA. Come la livella di Totò, l’acqua quando arriva non fa differenza. Panda o Ferrari, per l’alluvione pari sono. E così tutte le auto sono state inghiottite un anno fa ad Albinia e tutte - oggi - hanno diritto al risarcimento. In proporzione al danno, capita però che vi sia chi ha avuto qualcosa di più proprio perché aveva una Ferrari; e allora si è messo una mano sulla coscienza e ha deciso: «Per non far torto agli altri, devolvo tutto in beneficenza».

Storia esemplare, quella di Bruno Nocera, noto albiniese destinatario di un “super rimborso” per il suo bolide: una scintillante Ferrari finita, un anno fa, sott’acqua. All’estero per un viaggio di lavoro, Nocera, imprenditore nel settore turistico, marito della farmacista di Albinia e presidente del Ccn (Centro Commerciale Naturale) nella stessa cittadina, fino a qualche giorno fa non sapeva nulla della pubblicazione della lista degli aventi diritto al rimborso per i beni mobili registrati e per i beni immobili persi o danneggiati nel disastro che ha messo in ginocchio Albinia a novembre 2012. Anzi.

È venuto a conoscenza dell’ordinanza regionale solo al suo ritorno. Dato che però la storia capita ad Albinia dove tutti si conoscono e sanno tutto di tutti, non ci è voluto molto perché alle orecchie del diretto interessato, insieme alla positiva notizia dei rimborsi, arrivasse anche qualche velata critica sulla opportunità o meno del rimborso a lui concesso per i beni mobili registrati. L’auto di cui Nocera era infatti proprietario al momento dell’evento alluvionale non era un’auto qualunque, bensì una Ferrari California Dtc del 2010, il cui valore era di 90 mila euro. La Regione Toscana, a cui poco importa della marca e tipologia del veicolo, gli ha riconosciuto, come a chiunque altro, il diritto al rimborso per il bene andato distrutto. E se è di 90 mila euro il valore dell’auto stimato al novembre 2012, come risulta da listino delle riviste specializzate, il contributo ammissibile da erogare è di 26.787.99 euro.

01_A_WEBBruno Nocera però, invece di essere infastidito da questa critica, ci ha riflettuto e ragionato un po’ su arrivando ad una conclusione che ha riportato nero su bianco anche sulle pagine del gruppo “Con Albinia nel cuore”. Regalare quei soldi. «Spinto da mio figlio e in accordo con tutta la mia famiglia - spiega lui stesso - sono arrivato alla conclusione che poiché la Ferrari si compra per sfizio e non per necessità i soldi che avrò li impegnerò per una “nobile causa”».

Sul fatto che il presidente del Ccn voglia il rimborso non ci sono dubbi. «I soldi li voglio - dice - non per avidità ma solo per il gusto di sottrarli a chi ha pensioni d'oro. Non voglio lasciare loro nulla, sempre se ce li danno». Nocera nutre infatti perplessità in merito dato che molti sono i paletti messi, se non per le auto quanto invece per tutto il resto. E per tornare alla nobile causa alla quale destinare i soldi, l’intenzione sarebbe quella di donare l'ammontare del rimborso proprio al Ccn, dunque a un ente che punta a rivitalizzare il comparto economico di una frazione distrutta.

Nocera vorrebbe che eventi come la notte bianca della passata estate non restassero un episodio isolato. «La notte bianca - dice lui - ha portato un benefico generale, Albinia era un brulichio di persone, sembrava di essere tornati indietro di decenni, questa estate abbiamo fatto un tuffo nel passato». Sono eventi questi che possono costituire, a suo avviso, «un vantaggio non solo per i commercianti ma per tutta la popolazione albiniese dando la dimostrazione che Albinia è una realtà viva e che lotta per tornare ad essere competitiva». Quindi, una “velata critica” che stavolta sarebbe stata veramente costruttiva.

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