Proteste
Uccisa da un’auto dei vigili del fuoco
Maria Virginia Ionescu stava pedalando lungo viale Europa quando è stata travolta da un pompiere in servizio
GROSSETO. Il tempo che il destino aveva misurato per quella donna non era lo stesso che aveva calcolato lei. Era troppo giovane, con i suoi 56 anni, per morire una domenica pomeriggio su una delle strade della città, dove la luce non riesce a illuminare l’asfalto. Erano passate da poco le 18 e Maria Virginia Ionescu stava viaggiando in sella alla sua bicicletta lungo viale Europa, in direzione della ferrovia. Lavorava come badante a casa di due giovani che vivono poco lontani dal punto in cui è stata travolta e uccisa da un’auto dei pompieri che stava rientrando al comando.
È successo tutto in pochi attimi, in quel tempo che ha segnato la vita della donna e del vigile del fuoco che era alla guida della Fiat Punto che si è fermata poco più avanti.
Sono coetanei Sergio e Maria Virginia. Ed entrambi, di lavoro, hanno scelto di aiutare chi ha bisogno. Probabilmente l’auto dei pompieri ha urtato la donna da dietro. Lei è finita per terra, la bicicletta è stata scaraventata alcuni metri più avanti rispetto al punto nel quale è rimasto il corpo immobile di Maria Virginia. Sergio Sgherri, il vigile del fuoco che era alla guida della Fiat Punto si è fermato pochi metri più avanti. E sceso e ha lasciato l’auto sulla carreggiata, sotto choc. Ma in questo incidente la cui dinamica è tutta da ricostruire, sarebbe rimasta coinvolta anche un’altra auto. La polizia municipale intervenuta subito per i rilievi è al lavoro insieme ai tecnici dei vigili del fuoco che sono stati mandati subito sul posto dal comandante dei pompieri Ennio Aquilino.
L’allarme al 118 è arrivato subito dopo che la cinquantaseienne di origini romene è finita per terra. Un’ambulanza a sirene spiegate si è precipitata su quel tratto di strada spesso poco illuminato e altre volte teatro di tragedie e ha cercato di rianimare la donna, nonostante che le sue condizioni non dessero loro speranza. Hanno tentato di strapparla alla morte: Maria Virginia però aveva sbattuto la testa con violenza per terra. Era rimasta immobile sull’asfalto e anche l’impegno del personale del 118 non ha potuto fare nulla per strapparla dalla morte. Il vigile del fuoco invece, responsabile del nucleo sommozzatori del comando di Grosseto, è rimasto sotto choc. Non è riuscito a parlare nemmeno con i suoi colleghi, nonostante l’esperienza che ha maturato in decenni di servizio.
Ieri pomeriggio era uscito dal comando per un intervento. Era stato a dare una mano a chi aveva avuto bisogno di lui quando ha imboccato viale Europa per tornare alla caserma di piazza Carnicelli. C’erano pochi metri ormai tra lui e la fine di una giornata di lavoro. Avrebbe parcheggiato l’auto, si sarebbe probabilmente tolto la divisa e sarebbe finalmente tornato a casa. Ma come sempre, quel tratto di strada era al buio e probabilmente non ha visto la donna che viaggiava in sella alla bicicletta. Oppure è successo qualcos’altro che soltanto i rilievi della polizia municipale potranno stabilire con assoluta certezza. La tragedia si è consumata in pochi minuti lasciando il corpo di una donna morta sull’asfalto e togliendo ogni parola al vigile del fuoco e ai suoi colleghi che hanno fatto quadrato intorno al capo dei sommozzatori, sottolineando proprio la sua levatura morale e il suo alto senso del dovere.
@francegori
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