Il Tirreno

Grosseto

Si uccide sotto al treno dopo la morte del cane

di Francesca Gori
Si uccide sotto al treno dopo la morte del cane

Tragedia alla stazione di Albinia: la donna è un’insegnante di 58 anni Traffico ferroviario in tilt per ore, il convoglio era stato inaugurato proprio ieri

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ALBINIA. Una solitudine schiacciante, di quelle che toglie il respiro. Fatta prima di persone che se ne sono andate, poi dell’unica compagnia che le era probabilmente rimasta. Un pastore tedesco, morto però qualche giorno fa.

Una solitudine così forte da far passare la voglia di vivere e da spingere una donna di 58 anni che abitava nella zona sud della Maremma, a scegliere una domenica di sole per smettere di vivere.

La domenica, quando nelle case di tante famiglie si pranza insieme e si condividono gioie e dolori, lei, insegnante di matematica in una scuola della provincia, ha scelto la stazione di Albinia per farla finita. In piedi, sulla banchina, ha aspettato che un treno arrivasse per farsi portare via: ha aspettato il fischio del macchinista per avvicinarsi ancora di più a quel baratro che si era spalancato sotto i suoi piedi. A quei pochi centimetri di altezza che separavo la stanchezza di vivere dalla scelta di morire. Si è lanciata, senza pensare al vuoto che avrebbe lasciato dietro di lei.

Quando il macchinista ha sentito l’impatto, ha tirato il freno di emergenza: a 170 chilometri all’ora però, non è facile fermarsi. Il treno ha continuato la sua corsa per un altro chilometro.

Poi si è fermato, lasciando dietro di sé brandelli di quello che era stato il corpo della donna.

Un piede era ancora infilato in uno scarponcino: sarebbe stato quello il dettaglio che ha fatto subito capire ai soccorritori del 118, ai carabinieri, ai vigili del fuoco e alla polizia ferroviaria hanno capito che quello schianto sentito dai macchinisti era il corpo di una donna travolto dal treno.

Il convoglio è rimasto fermo per due ore, il tempo necessario a trovare e rimuovere il cadavere della donna che era rimasto incastrato nella parte anteriore del treno.

Per un’ora la linea ferroviaria è rimasta interrotta. Il treno, un Freccia Bianca che era partito da Roma e sarebbe dovuto arrivare alla stazione di Milano Centrale, viaggiava sul binario patri della linea.

Il binario dispari è stato riaperto soltanto un’ora dopo l’incidente, per permettere agli uomini della scientifica della polizia ferroviaria di Grosseto, di effettuare tutti i rilievi dell’incidente. Poi, agli agenti è toccato il compito doloroso di avvertire i familiari della donna che da un po’ di tempo viveva sola.

Fino alle 16.30, i viaggiatori che erano sul treno, sono stati costretti a restare a bordo. Poi, il personale di Rete ferroviaria italiana ha fatto rientrare il convoglio alla stazione di Albinia e da lì i viaggiatori sono stati fatti scendere dal treno.

L’Euro City Freccia Bianca è ripartito pochi minuti prima delle 18 di ieri sera diretto alla stazione di Pisa dove verrà sottoposto a un intervento di riparazione.

Era il primo viaggio che faceva, era la prima volta che quel treno si metteva in moto, sui binari per accompagnare i viaggiatori da sud a nord, da Roma a Milano. Era stato battezzato proprio ieri. I macchinisti sono stati sentiti dal personale della polfer, coordinato dal comandante Vincenzo Botti. Hanno raccontato di aver visto quella donna staccarsi dal resto delle persone che erano ferme sulla banchina e gettarsi contro il treno come contro un destino inesorabile che lei non voleva più attendere.

La salma è stata rimossa dall’impresa funebre Babbanini e portata all’obitorio dell’ospedale San Giovanni di Dio.

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