Il Tirreno

Grosseto

«Quel canile è peggio di Guantanamo: è un campo di sterminio»

«Quando dicevamo che per l’amministrazione di Scarlino l’unico cane buono è un cane morto non pronunciavamo una facile battuta. Avevamo colpito nel segno più di quanto noi stessi potessimo immaginare»...

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«Quando dicevamo che per l’amministrazione di Scarlino l’unico cane buono è un cane morto non pronunciavamo una facile battuta. Avevamo colpito nel segno più di quanto noi stessi potessimo immaginare». Il cerchio si chiude, secondo il comitato Parco Canile, sul piede di guerra con il Comune di Scarlino per il nuovo canile comprensoriale della Botte. Il comitato traccia polemicamente un immaginario fil rouge tra la proposta di abbattere i cani randagi del responsabile del dipartimento prevenzione Asl, il veterinario Paolo Madrucci, e le condizioni del canile. «Eravamo stati ottimisti battezzando il nuovo canile comprensoriale della Botte di Scarlino “canile Guantanamo”», scrive per il comitato Donata Boccardi. «Neanche Guantanamo ma i campi di sterminio sono il modello cui si sono ispirati», dice Boccardi riferendosi agli amministratori. La definizione di “canile Guantanamo” – dice il comitato – era stata coniata per «dire che avrebbe avuto tutte le caratteristiche di un canile lager, per le condizioni di vita insopportabili tanto per i cani che per gli operatori, per la distorta interpretazione delle direttive in materia di canili-rifugio e il senso di impunità con cui la palese inadeguatezza della struttura veniva sbandierata come risultato ottimale». A fronte della proposta di Madrucci Parco Canile è sarcastico: «In realtà hanno ragione gli amministratori di Scarlino che questo canile hanno fortemente voluto così com’è: neanche Guantanamo, ma i campi di sterminio sono il modello cui si sono ispirati; la soluzione è quella giusta, se lo scopo è la “soluzione finale”». Un dettaglio ha messo in apprensione il Parco Canile: «Avrebbe dovuto insospettirci da subito la fierezza con cui il sindaco Bizzarri esibiva la realizzazione coordinata del canile, del forno crematorio per cani e del cimitero. Un qualche brivido ci aveva percorsi. Non delle condizioni di vita dei cani ci si preoccupava, ma dell’efficienza della loro morte. A confermare che questa in realtà è la chiave di spiegazione dello strano comportamento dell’amministrazione di Scarlino nei confronti del canile sono giunte le dichiarazioni del signor Madrucci... Questo è il veterinario che ha il compito di verificare l’adeguatezza dei canili del Grossetano e che ha posto la firma sotto il progetto di quello della Botte. È tutto chiaro ora?».

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