Il Tirreno

Grosseto

Cinquant’anni dopo... il diploma bis

di Stefano Fabbroni
Cinquant’anni dopo... il diploma bis

Emozione e festa alla consegna degli attestati ai primi studenti iscritti del Porciatti, che celebra i suoi cinquant’anni

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GROSSETO. Tanti ricordi in mezzo a battute e pacche sulle spalle fra ex compagni di scuola, ora magari un po’ attempati, ma lucidissimi nel ripercorrere gli anni passati insieme tra i banchi di scuola. E infine la consegna dei diplomi celebrativi, a simboleggiare un evento storico per Grosseto e la Maremma.

In questo clima si sono svolti i festeggiamenti per i primi ottantacinque diplomati (ottantadue uomini e tre donne) dell’anno scolastico 1967/68 dell’Istituto industriale di Grosseto “Porciatti”_ oggi unito con l’Istituto geometri sotto il nome “Manetti”_, al termine cioè di quel quinquennio 1963-1968 nel quale l’Istituto grossetano venne ufficialmente riconosciuto dal Ministero con la denominazione che lo ha distinto per lungo tempo, fino alla recente riforma di accorpamento.

La cerimonia si è svolta nell’aula magna della scuola, nell’ambito – per l’appunto – delle celebrazioni per i cinquantanni della nascita dell’Iti Porciatti.

«Tutto iniziò _ ricorda il professor Fabrizio Pettini, docente dell'Iti Grosseto _ negli anni Trenta del secolo scorso con la scuola all’avviamento per la preparazione del legno e del ferro. Quindi, nel 1963, ci fu il riconoscimento, mentre la sede definitiva di via Brigate Partigiane venne stabilita sei anni più tardi. Di diplomati ne sono usciti tantissimi e oggi, per fortuna, la figura professionale del tecnico industriale è stata rivalutata, dopo un periodo di appannamento».

E ieri, appunto, i primi diplomati sono stati ricordati e premiati dai vertici della scuola, dal sindaco di Grosseto Emilio Bonifazi e dal presidente della Provincia Leonardo Marras che, una a testa, hanno anche consegnato le targhe ricordo di questa giornata.

E mentre l’aula magna si riempiva di alunni incuriositi, fra flash e sorrisi, iniziavano gli “appelli” del dirigente scolastico Maria Grazia Trani, con i diplomati, oggi ultrasessantenni, chiamati a ricevere lo stampato su cui è riportata una frase semplicissima: «Tra i primi diplomati dell’istituto, anno 1967/68, cinquantesimo anniversario».

Un “vecchio” diplomato su tutti, Alberto Cheli, merita di essere citato: dopo tanti anni si è iscritto nuovamente all’Istituto, per conseguire un altro titolo, quello di perito informatico. Gli esami, all’Iti di Grosseto, si vede, non finiscono mai.

«L’Iti _ dice il sindaco _ ha dato un bagaglio culturale e una preparazione indispensabili per le attività economiche locali. La scuola ha mantenuto la sua qualifica tecnica, nonostante che in passato sia stato tentato di omologarla agli istituti professionali».

Un altro ricordo è stato sottolineato, ovvero l’aiuto fornito proprio dagli allora studenti, ieri presenti in aula, ai cittadini nei giorni dell'alluvione del 1966 che devastò la città.

«Rappresentate un esempio _ dice Leonardo Marras _ per gli studenti di oggi e le future generazioni».

©RIPRODUZIONE RISERVATA

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