Il dolore
Alberi pericolosi nei parchi dei bambini
GAVORRANO. Ha una chioma quasi selvaggia e dall’alto sembra una minaccia pronta ad attaccare. Un pericolo costante, appollaiato da diverso tempo in un punto da cui nessuno lo porta via. In verità, è...
GAVORRANO. Ha una chioma quasi selvaggia e dall’alto sembra una minaccia pronta ad attaccare. Un pericolo costante, appollaiato da diverso tempo in un punto da cui nessuno lo porta via. In verità, è solo il ramo di un pino che si è spaccato durante un temporale. A colorarlo di minaccia è il fatto che non è mai caduto giù e se ne sta appeso per una piccolissima parte al tronco, in un giardino dove i genitori vorrebbero far giocare i loro bambini. Non è una novità che a Bagno di Gavorrano i pini possano essere pericolosi. Non più tardi di un mese fa nel nel parco pubblico vicino alla piscina un albero è stato abbattuto dal forte vento in pieno giorno. E come spesso succede, tanti esempi creano un caso. «Possibile che nessuno intervenga?» si chiedono i cittadini.
La travagliata vita amministrativa mineraria degli ultimi anni comincia ad avere effetto anche lungo le strade, nelle piccole cose, dove i gavorranesi trovano sempre più problematiche che né la vita breve dei sindaci né gli incarichi lampo dei commissari riescono a risolvere. In giro per il centro più popoloso del comune, uno di questi problemi riguarda proprio la manutenzione del verde pubblico. Più precisamente, dei pini. Quello abbattuto dal vento ha suonato per certi versi come un campanello d’allarme. «Era una brutta giornata e ovviamente nessuna madre porterebbe fuori il proprio figlio – spiega una donna – Ma se è venuto giù vuol dire che già prima non era sicuro. E se cadeva addosso a qualcuno?» Bene non pensarci. Un caso simile è anche via Galilelo Galilei sempre a Bagno, dove tra i condomini ci sono piccole porzioni di giardino, di proprietà del Comune. Ed è proprio qui che troviamo il ramo spezzato ma non ancora caduto, che impedisce ai genitori di far giocare tranquillamente sull’erba i loro figli. «È più di un mese che è in quelle condizioni - dicono gli inquilini – Come facciamo a mandare i bambini a giocare nel giardino? È pericoloso». Ma oltre a quello spezzato, anche gli altri rami dei pini non sembrano dare stabilità, piegati verso il basso dalla chioma. Dall’altra parte dei palazzi, sulla strada principale, gli alberi sono stati ben curati. Dietro, invece, crescono indisturbati. «Servirebbe che se ne facessero carico» dicono sempre gli inquilini dei palazzi.
Alfredo Faetti
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