Il Tirreno

Grosseto

Tombe ricoperte dal guano

di Alfredo Faetti
Tombe ricoperte dal guano

Esplode la protesta al cimitero di Bagno di Gavorrano: nessuno interviene per pulire loculi e corridoi

3 MINUTI DI LETTURA





GAVORRANO. Adelino non lo avrebbe mai immaginato e certamente non se lo meritava. La sua giacca marrone si confonde con le macchie mentre la camicia è ormai solo un ricordo. La testa di chi passa però inizia a scuotersi quando sotto tutto il guano che ricopre la cornice s’intravede il sorriso di quell’anziano signore, simpatico a prima vista. Una fotografia solare lasciata accanto alla sua tomba per ricordalo così e per poi ritrovarla coperta di escrementi. Un destino misero che è capitato a decine di altri defunti ospiti del cimitero di Bagno di Gavorrano.

I forni vuoti e i sottotetti del camposanto da anni sono diventati un confortevole rifugio per i piccioni, che trovano sulle tombe a muro un comodo posto per fare i loro bisogni. E se gli uccelli seguono semplicemente la loro natura, il compito di trovare una soluzione spetterebbe a qualcun altro. «Sono mesi che chiediamo agli uffici del Comune d’intervenire, ma niente» dicono infuriate tutte quelle persone che al cimitero vanno a piangere. Il volto sorridente di Adelino macchiato dal guano di piccioni è un’immagine terribile. Lui è ospite dal 1985 di un forno troppo alto sulla parete perché le signore che per loro sfortuna frequentano il cimitero possano arrivarci per pulire. Non ci fossero loro infatti «qui sarebbe tutto ricoperto – spiegano – Ci diamo da fare, pulendo anche le tombe vicine. Ma non possiamo farle tutte». No, infatti. Questo è un compito che spetterebbe al Comune. «Abbiamo telefonato, abbiamo scritto, ma non c’è stato niente da fare». Rispetto al passato va un po’ meglio in verità. C’è chi si occupa di manutenzione e gli spazzini rendono decoroso il passaggio tra i corridoi a cielo aperto. E anche per i piccioni è stato fatto qualcosa, peggiorando la situazione. «Hanno fatto figli e figliastri». Sono diverse le pareti di forni nel cimitero, ma soltanto in una è stata installata una rete che impedisce agli uccelli di entrare. Tutti gli altri, invece, sono stati lasciati alla buona iniziativa delle famiglie. C’è chi, ad esempio, ha messo degli spaghi di ferro in verticale, in modo che gli animali non possano appollaiarsi sulla tomba. E chi invece arriva al camposanto armato di straccio e tanta pazienza. Poi ci sono tutti gli altri, con il forno troppo alto e i parenti lontani. C’è una coppia, per citare un caso, che se ne sta fianco a fianco dietro a una montagnola di guano. Un legame che è andato oltre alla vita per ritrovarsi nascosto da mucchi secchi color marrone, con qualche minuscola penna incastrata nel mezzo. «È una cosa indecente: lo scriva, lo scriva» dicono nel cimitero. Passeggiando lungo i pavimenti in mattonella bianca (che non sfugge certo alla natura dei piccioni) si trova gente che indica la tomba del proprio caro e tutte quelle vicine. «Le sembra possibile? Ma si rende conto dove siamo?». Sì, ma gli enti locali hanno poche risorse di questi tempi. «Ma qui basterebbe poco per trovare una soluzione. E poi i soldi per votare tre volte in 4 anni l’hanno trovati». Le persone riprendono la strada verso l’uscita, lanciando un bacio alle fotografie. Nessuno sorride, tranne Adelino. Che non se lo meritava.

Non lasciare decidere l'algoritmo:

scegli Il Tirreno per le tue notizie su Google

Cronaca flash

Finanza

Pisa, sequestrati oltre 118mila prodotti falsi: dalle carte da gioco alle griffe della moda - Valore 650mila euro

di Redazione Pisa