Il Tirreno

Grosseto

Recupero delle Mura, promesse e risultati

A due anni dalla campagna del Tirreno per il monumento, il punto dei lavori con l’assessore Monaci

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GROSSETO. Due inaugurazioni, una scelta al profumo di rose e una piccola vergogna che (forse) verrà sanata: si muove qualcosa dalle parti dell’assessorato ai lavori pubblici. Non parliamo delle voragini disseminate per le strade della città e neppure del ponte sull’Ombrone (che sarà messo in piedi nei prossimi anni). La discussione è sul monumento più importante della Maremma: le Mura.

La campagna del Tirreno. Due anni di campagna martellante del Tirreno, partita con “2012, l’anno delle Mura” e proseguita quest’anno, qualche effetto l’ha portato. «Il 30 dicembre inaugureremo la troniera al Cinghialino, il Maiano ripulito e il vecchio ascensore in via Saffi» ha annunciato ieri l’assessore Giuseppe Monaci contattato dal Tirreno che chiedeva conto dei progressi fatti.

Maiano. Dopo anni d’incuria il bastione riprenderà vita. Il cemento non è stato portato via, ma solo interrato, mentre è stato segato l’orrendo pilone che doveva ospitare l’ascensore nel vecchio e abbandonato progetto di riqualificazione. Gli operai delle ditte ingaggiate dal Comune si stanno dando da fare e presto, il 30 dicembre, appunto, la splendida terrazza panoramica dovrebbe essere accessibile ai grossetani e ai turisti. Così promette Monaci. Alla fine l’amministrazione avrà investito 293mila euro. Non molti considerato che siamo in un capoluogo che ha la necessità, e la legittima ambizione, di essere una città turistica.

Cinghialino. «Il 30 dicembre apriremo anche la troniera» dice ancora Monaci. L’inaugurazione era prevista per la primavera scorsa. Si è arrivati a fine anno. Ma con la burocrazia e le lungaggini degli uffici tocca accontentarci. L’intervento costerà 25mila euro e spiccioli. A proposito del Cinghialino: lì sempre Monaci aveva annunciato di voler togliere di mezzo l’asfalto che soffoca la fontana e mettere un bel manto verde. Era l’aprile 2012 e ancora tutto è fermo. «Abbiamo fatto un passaggio con la Soprintendenza e ci ha dato l’ok. Ora serve una conferenza dei servizi» ha ribattuto ieri.

Ascensore. Avete presente l’orrendo ascensore arrugginito che fa capolino da via Saffi? Quel “coso” – difficile definirlo in modo diverso – doveva essere già stato rimesso (anzi, messo, visto che non è mai stato usato) in sesto da diverso tempo. Monaci l’aveva assicurato un paio di anni fa. Poi il nulla: pochi soldi, difficoltà nel reperire i pezzi da sostituire, altri lavori più urgenti che passavano avanti. Ora l’assessore – che nel dicembre scorso invitò la gente che si lamentava, con una battuta, a chiamare l’uomo ragno «perché i soldi non ci sono» – ci riprova: «Lo apriremo il 30 dicembre». Il Tirreno ci sarà. Se son rose…

“Facciamo un orto botanico”. La proposta del gruppo Dritti alla meta è arrivata nei giorni scorsi. Così come l’apertura dell’assessore. Ora tutto prende contorni più nitidi: «Abbiamo fatto un sopralluogo e l’idea è fare un roseto recintato sulla parte di terreno dal carcere di via Saffi al Maiano», dice Monaci.

I nodi restano. Restano tanti nodi, dall’illuminazione delle Mura, il Comune spende quasi 100mila euro all’anno per fare luce sull’esagono (e i risultati li vedete). Così come rimane da capire che fine farà e che tempi avrà il progetto di rinascita del Cinghialino. Una cosa è certa: il Tirreno seguirà la faccenda. ©RIPRODUZIONE RISERVATA

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