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Predatori dilaniano una pecora davanti al pastore

Predatori dilaniano una pecora davanti al pastore

CAMPAGNATICO. Avere predatori davanti casa in pieno giorno e vederli dilaniare le tue pecore senza poter fare nulla deve essere un’emozione spiacevolissima. Ore 7 di venerdì, a pochi metri dall’ovile....

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CAMPAGNATICO. Avere predatori davanti casa in pieno giorno e vederli dilaniare le tue pecore senza poter fare nulla deve essere un’emozione spiacevolissima. Ore 7 di venerdì, a pochi metri dall’ovile. Tre predatori si avventano su una pecora e la spolpano.

Loriano Ciarpi che ha un allevamento di circa 300 pecore nella zona sticcianese, subito dopo Arcille, nel comune di Campagnatico, li vede da lontano e impietrisce. Ma i tre ibridi, appena lo vedono spuntare a difesa della pecora, si dileguano.

Una nuova aggressione a pochissima distanza dal podere di Mattei che ne ha subita una un paio di giorni fa e che ha il suo allevamento vicino a quello di Ciarpi. Li divide il torrente Trasubbie e una vallatella che ultimamente è terra di predatori: «Devono essere tanti, questi animali – commentano Mattei e Ciarpi – perché soprattutto questi ultimi attacchi sono avvenuti quasi in contemporanea nella medesima zona e dunque devono essere branchi diversi. D’altra parte gli avvistamenti, ormai, non si contano più: li vedono gli automobilisti per strada, i fungaioli e i cacciatori nel bosco. È una situazione nuova, che mai si era proposta con tale virulenza nel corso dei secoli».

La Ciarpi è un’azienda a conduzione familiare come quasi tutte quelle degli allevatori del Grossetano, che servono al sostentamento della famiglia: «E con la crisi in atto – commentano i due allevatori – ci picchiamo di costituire un punto di forza vero dell’economia. Peccato che un territorio vocato alla pastorizia come la Maremma venga violentato in una maniera così perentoria. E poi trovarsi a dover difendere un lavoro che abbiamo voluto da una vita è davvero paradossale. La situazione è ingestibile e devastante. Si pensi che ai caseifici manca il latte per fare il formaggio. Ma sia chiaro: gli allagamenti così frequenti ultimamente dipendono dal fatto che i pascoli si restringono sempre più e a volte sono proprio abbandonati». (f.b.)

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