Il Tirreno

Grosseto

«Giannutri sta morendo e noi siamo lasciati soli»

di Elisabetta Giorgi
«Giannutri sta morendo e noi siamo lasciati soli»

Dal 1º gennaio sarà black out e gli abitanti lamentano l’inerzia istituzionale Il sindaco: «Tutte falsità». E c’è chi minaccia di denunciare il Consorzio

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ISOLA DI GIANNUTRI. Mancano poco più di due settimane al black out di Giannutri, e sull’isola si respira rabbia. C’è chi attacca le istituzioni. Chi minaccia denunce in Procura.

La notizia è nota da giorni: Giannutri, l’oasi dell’arcipelago toscano, dal 1º gennaio resterà al buio. Il Consorzio privato costituito dagli isolani, strozzato dai costi troppo alti, non ce la fa più ad andare avanti e il 30 novembre, in assemblea, ha rinunciato al mandato, che si era dato da decenni per far fronte alla mancanza di servizi pubblici sull’isola.

Manca però un’alternativa: la Sie, la società che eroga corrente pubblica all’isola del Giglio con tariffe “normali” a differenza di quelle a Giannutri, non ha ancora pronta la nuova centrale; che arriverà forse tra un anno. E in mancanza di soluzioni veloci si resterà al buio. Sull’isola in molti scalpitano.

Da una parte ci sono i consorziati e abitanti fermi sulle loro posizioni. Consapevoli di non riuscire a mandare avanti il servizio, sono privi di soluzioni alternative e ciò provocherà conseguenze disastrose. Chiedono aiuto da qualcuno.

Giuseppe Ferrante, giannutrino storico, si dice disperato e arrabbiato. «In questi giorni non si è sentito nessuno, non si è visto nessuno, questa notizia non interessa a nessuno. Dove sono le istituzioni? Cosa fanno?. Qui mancano due settimane, mica due anni. E la Sie con noi non parla più». Cosa succederà dal 1º gennaio? Il finimondo. «Non avremo più luce e acqua: in pieno inverno toccherà andare a lavarsi in mare. Peggio dei profughi».

Sergio Ortelli, sindaco dell’isola del Giglio, respinge al mittente le accuse. «Tutto falso, noi ci interessiamo eccome, stiamo portando avanti un iter preciso: i consorziati sono stati con me dal prefetto - dice - E la nostra azione amministrativa è stata quella di interrompere un circolo vizioso che si era generato tra Consorzio e Sie, a partire da un insieme di incontri che dal 2008 non avevano concluso niente. Alla fine del 2012 ho interrotto queste interlocuzioni inconcludenti, avviando un percorso con Sie per creare un nuovo progetto di centrale. Per fare questo abbiamo avuto un incontro con il ministero dell’ambiente, proprietario di aree su Giannutri che dovrebbero essere interessate dall’impianto. Aree che il ministero sta trasferendo al Comune dell’isola del Giglio, con una procedura tutt’altro che facile e veloce. La Sie sollecitata dal sindaco ha prodotto un progetto preliminare e ce lo ha consegnato il 29 ottobre. La legge regionale specifica che le competenze autorizzatorie siano in capo alla Provincia, così è stato avviato un percorso anche con la Provincia che avrà il suo punto di incontro (per valutare autorizzazioni e pareri) il 20 dicembre a Grosseto. A questo punto la procedura prende il tempo necessario per la burocrazia, che non è davvero dipendente da me. Da qui a dire che c’è silenzio istituzionale da parte nostra ce ne vuole».

Intanto sull’isola c’è anche qualcun altro che scalpita. E prende le distanze dal Consorzio minacciando denunce in Procura. Un abitante sbotta. «Io sono venuto sull’isola per curarmi, sono invalido e mi ritrovo senza più servizi. Non ho intenzione di subire niente da nessuno. Il Consorzio non può interrompere un pubblico servizio», dice. «Ho provveduto a informare la Procura di Grosseto e se non si fa qualcosa, farò le mie denunce per interruzione di pubblico servizio. Anche sindaco e prefetto non possono avallare una decisione del genere».

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