La manifestazione
Giannetti: «La Tares è stata inevitabile»
Il primo cittadino di Monterotondo Marittimo spiega il passaggio alla nuova tariffa per i rifiuti
MONTEROTONDO MARITTIMO. «Non si poteva fare di più». Il sindaco di Monterotondo Marittimo Alessandro Giannetti scrive ai suoi cittadini sul caso Tares. Spiega che in questi tempi assurdi, fatti di tagli, vicende surreali a livello nazionale (vedi l’ Imu) e di pianificazione impossibile, dove si va avanti mese per mese, non c’era altra strada se non quella di far entrare a regime la nuova tassa per la raccolta dei rifiuti. «Non ho certo la presunzione di essere infallibile e sono cosciente che tutto quello che si fa è sempre migliorabile, ma in questa vicenda abbiamo fatto la scelta più realistica e meno dolorosa».
La lettera aperta di Giannetti nasce da chi sostiene che era meglio rimanere con il vecchio regime della Tarsu. «Per l’anno 2012 era coperta per il 70 per cento dalle utenze ed il restante 30 per cento veniva coperto dal Comune – spiega il sindaco - Essendo 321mila euro il costo del servizio ed avendo una copertura dall’utenza di circa 220mila euro, si sarebbero dovute ricercare nella fiscalità generale 100mila euro per assicurare la copertura del servizio».
E in questi tempi assurdi, gli uffici del Comune di Monterotondo si sono dovuti arrendere alla realtà: non era possibile mantenere il regime della Tarsu. Per diversi fattori: «l'impossibilità di approvare il bilancio di previsione in tempi rapidi e il conseguente limite del dodicesimo mensile, l’aumento di alcune spese correnti come le gestioni associate, l’energia elettrica e acqua». È questa la realtà, dice il sindaco. «In una fase di grave crisi economica, nella quale maggiore ci sarebbe l'esigenza di programmazione, ci si è trovati ad operare in regime di ordinaria urgenza, potendo utilizzare esclusivamente mese per mese un dodicesimo del bilancio dell'anno precedente». Non c’era altro da fare insomma, secondo Giannetti, se non applicare la nuova tassa. «Questi sono i criteri stabiliti dalla legge che, pertanto, non possono essere abrogati o stravolti dai Comuni». E lo sguardo deve essere complessivo. «Preme ricordare che quest’amministrazione, nell’arco degli ultimi quattro anni, non ha mai aumentato il costo dei servizi, le imposte comunali ed addizionali». Un’annotazione rivolta alla minoranza, che ha attaccato la giunta Giannetti proprio sulla Tares. «Chi si avventura, come l’attuale minoranza consiliare che è poi maggioranza in altri Comuni ove hanno approvato la Tares, nell’avanzare proposte che non tengono conto dei fatti reali scade in un populismo irresponsabile e deleterio e per di più male indirizzato». Perché alla fine, se bisogna cercare dei responsabili, bisogna guardare altrove, dice Giannetti. «Non è che forse, più che con i sindaci e con le amministrazioni, bisognerebbe prendersela con i governi centrali che scaricano sugli enti locali le proprie incapacità e contraddizioni?» .
Alfredo Faetti
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