Il dolore
«Boschi danneggiato, l’abuso non è davvero suo»
CASTIGLIONE DELLA PESCAIA. Sarà battaglia in dibattimento per la questione dei pontili ritenuti abusivi e installati all’altezza del Ponte Giorgini, per i quali sono stati rinviati a giudizio l’ex...
CASTIGLIONE DELLA PESCAIA. Sarà battaglia in dibattimento per la questione dei pontili ritenuti abusivi e installati all’altezza del Ponte Giorgini, per i quali sono stati rinviati a giudizio l’ex responsabile dell’ufficio urbanistica del Comune di Castiglione, Claudio Gariboldi, e il titolare della concessione, David Boschi, amministratore della Cantiere Navale Castiglione srl. Sarà battaglia perché, come già all’udienza preliminare, il difensore Luca Montemaggi proporrà una serie di argomentazioni che a suo giudizio forniranno un quadro di valutazione complessivo migliore ed esaustivo. Ciò va oltre al mero capo di imputazione riferito l’altro giorno su queste pagine.
«Il Cantiere Navale Castiglione srl - scrive Montemaggi - è risultato aggiudicatario di un bando pubblico (Determina Dirigenziale n.1398 del 2011 dell'Amministrazione provinciale) che gli ha assegnato, sulla base di un preliminare progetto presentato dal Cantiere ed assentito dalla stessa amministrazione, lo specchio acqueo ove installare i pontili (nelle dimensioni, posizioni e forme approvate). È quindi, l'Amministrazione provinciale ad avere messo a bando un bene (lo specchio acqueo) per un fine (l'installazione di pontili) che, secondo l'ipotesi accusatoria, sarebbe illegale».
Montemaggi nota però che «mentre il funzionario che ha redatto e sottoscritto il bando pubblico, inizialmente indagato, è stato prosciolto ritenendosi la di lui "buona fede" (per decisione del sostituto procuratore e senza neanche dover passare per l'udienza preliminare), ad essere rinviati a giudizio sono l'ignaro ed incolpevole cittadino David Boschi e il dirigente, all'epoca, dell'ufficio urbanistica del Comune di Castiglione della Pescaia, reo di aver reso - inviandolo all'Amministrazione provinciale - un parere di fattibilità della pratica urbanistica pienamente recepito, addirittura trasposto (nel), dal bando pubblico, con ciò rafforzando nel Boschi il pieno convincimento della perfetta legittimità della soluzione urbanistica individuata».
«Il signor Boschi - conclude il difensore - quindi, non è stato affatto gratificato di alcun vantaggio patrimoniale, ma, semmai, ha subito un enorme danno economico per aver dovuto, nel pieno della stagione (era il 9 agosto quando subì il sequestro), smantellare un'attività che aveva ricevuto tutte le autorizzazioni di legge (con circa 8.500 € di spese per oneri di aggiudicazione di cui l'Amministrazione provinciale si è arricchita), svendere i pontili mobili acquistati a caro prezzo, rimborsare gli ormeggianti, adoperarsi a proprie spese per trovare loro una sistemazione adeguata di ormeggio, rinunciare ad eventuali profitti e, non ultimo, dover licenziare il personale assunto per l'attività. Insomma, è l'esempio classico dell'imprenditore danneggiato dalla Pubblica amministrazione, vittima di gravissime inefficienze della quali sarà chiesto conto nelle sedi dovute».
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