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Grosseto

I predatori attaccano due greggi

I predatori attaccano due greggi

Uccise sette pecore a Scansano e vicino a Grosseto. La rabbia dei pastori

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GROSSETO. Tornano i predatori e in un giorno uccidono sette capi in due aziende diverse, a Preselle di Scansano e a Piagge del Maiano, a pochi chilometri da Grosseto. Franco Mattei, di Preselle, ha un’impresa ovina con circa 210 capi dove il predatore, o i predatori, ha attaccato nel pomeriggio di mercoledì: «Mi sono accorto ieri sera (mercoledì per chi legge, ndc) durante la mungitura che mancavano tre pecore», spiega. «Sono uscito coi fari per vedere se erano fuori – prosegue – ma solo stani ne ho trovata una straziata e dilaniata. Nessuna traccia, per adesso, delle altre. Questo è il primo attacco che subisco». In passato Mattei aveva avuto perdite di capi, «ma – spiega – non avevo trovato nessuna pecora sgozzata come questa volta».

Anche all’azienda di Patrizia Franci, che alleva un gregge a Piagge del Maiano, alle porte di Grosseto, a causa di un’aggressione all’alba di giovedì, sono spariti quattro capi. E qui vi sono pure cani da guardiania.

Mattei, invece, non vuole sentire parlare né di cani né di reti elettriche: «Sono contrarissimo – dice – perché non voglio trasformare il mio pascolo in un lager e nemmeno voglio vedere combattimenti fra cani da guardiania e predatori. Questo disastro è il risultato di una politica scorretta contro tutta la Maremma. Il danno, infatti, non colpisce solo me ma tutta la filiera, dagli allevatori, ai mattatoi, ai macellai, ai trasportatori, alle aziende casearie, e così via. E all’allevatore resta un gregge stressato e terrorizzato che produce meno latte e con aborti a raffica. È un sistema a scapito del lavoro complessivo».

Mattei guarda anche al futuro. «Io – dice – andrò in pensione presto e questo potrebbe essere un buon posto di lavoro. Ma nessuno lo vuole, certo. Chi vorrebbe avere un lavoro sempre in forse, dove lo scapito è più del guadagno? Mi chiedo come istituzioni e coloro che si dicono ambientalisti non lo capiscano: io so potare gli alberi, fare le fossette, so cosa è uno scolino, cosa bisogna fare per evitare che i pascoli allaghino, so come si tiene in ordine un fosso. Chi, dei cosiddetti ambientalisti, lo sa fare? Se non faccio le fossette contribuisco a quel dissesto idrogeologico che sta mandando queste colline in rovina».

E tra gli ambientalisti, evocati da Mattei, ieri ha diffuso una nota Legambiente. Che, con una inconsueta determinazione, oltre a ripetere il suo appello alla tutela del lupo, spende parole anche per gli allevatori. «La salvaguardia del lupo, animale protetto e in via d’estinzione, e il sostegno e supporto agli allevatori sempre più alle prese con gli attacchi alle greggi da parte dei predatori, sono due aspetti prioritari per il nostro territorio da affrontare con determinazione», spiega Angelo Gentili, della segreteria nazionale di Legambiente.

©RIPRODUZIONE RISERVATA

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