Sicurezza
Errori nella Tares il sindaco dà tempo «Non ci sarà mora»
Se i componenti della famiglia non sono corretti, si potrà chiedere il rimborso. Ancora code agli sportelli
GROSSETO. Uno sportello in più, tolleranza nei tempi di riscossione e un fondo di solidarietà dedicato a imprese e famiglie. Sul caos Tares interviene il sindaco, Emilio Bonifazi.
Il capo della giunta si assume la responsabilità degli errori negli avvisi di pagamento e torna a garantire: «Verremo incontro alla cittadinanza». Anche ieri, così come in tutte le altre giornate d’apertura al pubblico, l’ufficio tributi del Comune (in piazza della Palma) è stato preso d’assalto da centinaia di grossetani: stanchi, infreddoliti e con l’avviso di pagamento tra le dita, si sono messi in fila uno dietro l’altro. Ore per avere qualche informazione e capire cosa fare. Nei prossimi giorni si cambia: «Stiamo predisponendo uno sportello in più a uso esclusivo di chi deve pagare. Lì potrà rivolgersi anche chi deve fare la richiesta per ottenere le rate».
A proposito: tanti gli avvisi recapitati con su scritte cifre inesatte. E il Tirreno l’aveva fatto notare da subito. Tutta colpa della “Dichiarazione degli occupanti ai fini dell’applicazione del tributo sui rifiuti e servizi”. Il modulo, assicurano dal palazzo comunale, era allegato alla rata di luglio della Tares. «Ma ne sono tornati 2 ogni 10». E il Comune ha applicato una cifra presunta in base alla metratura dell’immobile. Ma occhio, non si tratta di una cosa da nulla: il principio cardine su cui si basa la Tares è il legare l’esborso di quattrini alla quantità di rifiuti prodotti. Dunque, avere in casa qualche persona in più fa schizzare in su la bolletta. E di molto.
L’avviso per un appartamento di 80 metri quadri che riporta 4 occupanti anziché 3 riporta un’ottantina di euro in più. Quota che sale a 90 euro se lo sbaglio è tra l’aver indicato 5 anziché 4 familiari. Beffa che assume proporzioni eclatanti per chi vive da solo in un bilocale di 50 metri quadri e che, invece, ha ricevuto (e magari pagato) un avviso Tares che calcola 3 persone sotto lo stesso tetto: in questo caso la fregatura è di quasi 170 euro. Nel marasma delle cifre c’è anche chi dice di non aver mai ricevuto il modulo in cui avrebbe dovuto indicare il numero degli occupanti dell’abitazione.
Il Comune assicura d’aver inviato le lettere ai residenti forniti dall’anagrafe, «Circa 35mila nuclei familiari». Ma qualcosa, è evidente, è andato storto. Fosse altro per il non aver ricordato la faccenda con una certa cadenza e insistenza. Ed è per tutto questo che il sindaco garantisce: «C’è stato un difetto di comunicazione, ma ci hanno anche lasciati soli e nell’incertezza da Roma. Comunque ora corriamo ai ripari: la quota del 16 dicembre, quella dovuta allo Stato, va pagata. Per il resto, se alcuni grossetani arrivano agli sportelli il 15 gennaio non succede nulla, non c’è nessuna sanzione né mora. E chi dimostra d’aver pagato di più ingiustamente sarà rimborsato». Chi si ritrova errori nell’avviso come deve muoversi? Sul sito web del Comune c’è il modello da compilare e presentare agli uffici tributi (piazza Palma e quello nuovo di cui vi daremo notizia). Chi non usa internet può chiedere il modulo sempre negli stessi sportelli comunali. A proposito degli avvisi sbagliati: alzi la mano chi, prima di pagare, ha controllato che il numero degli occupanti della casa fosse giusto. Ecco, visto che chi vi scrive è sicuro che non tutti abbiate dato un’occhiata a quei fogli, abbiamo chiesto che fine faranno quei soldi versati in più e che magari nessuno più reclamerà. Se l’ente dovesse incassare più di quanto gli era dovuto, «La somma sarà esigua. Comunque andrà in un fondo dedicato a famiglie e imprese» dice il sindaco.
Intanto mercoledì i commercianti hanno strappato al Comune l’avvento del pagamento rateizzato in quattro parti. Sarà riservato alle imprese che hanno subito aumenti e alle famiglie che hanno ricevuto più di 200 euro da pagare. La nuova bolletta sarà così fatta: 25% entro dicembre, poi 3 appuntamenti 28/2, 30/4 e 30/6. Delibera di giunta e moduli arriveranno in queste ore. Sempre mercoledì l’amministrazione aveva incontrato anche le associazioni. Ma tra i ristoratori c’era chi avvertiva: «Abbiamo fatto tutto da noi». Ora Bonifazi ribatte: «È in crisi un po’ tutto il sistema della rappresentanza. Ma non perché le associazioni non abbiano fatto il loro compito: ci avevano chiesto incontri anche a fine 2012. Ma ogni volta cambiavano leggi da Roma e era impossibile dare certezze».
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