Toscana
Boom di stranieri al porto di Scarlino Calano gli stagionali
Meno diportisti italiani scelgono i moli sulle nostre coste Svizzeri e Russi mantengono in positivo il bilancio
SCARLINO. L’acqua del mare che circonda i moli rispecchia la situazione non solo italiana, ma europea. Sono sempre meno infatti le barche che attraccano al porto del Puntone, a cui fa da contraltare un aumento di turisti stranieri. Segno che la crisi è sì generale, ma non morde allo stesso modo tutti i Paesi. Quantomeno, è quello che dicono i numeri del 2013 alla Marina di Scarlino, dove è arrivato il momento di fare un bilancio. E tirando le somme, vien fuori che si registra un aumento di presenze straniere, il boom della galleria commerciale, ma anche un calo di clienti italiani e di contratti stagionali.
È comunque un bilancio in positivo, frutto del lavoro costante messo in campo da Promomar da quando è entrata in scena la squadra del presidente Leonardo Pagni, che ha cambiato la rotta a un progetto che ormai sembrava arenato. Certo, la nuova gestione e il completamento di diverse opere abbandonate a loro stesse è arrivato forse nel peggior momento per i porti, ma quanto meno ha permesso di guardare avanti con un certo ottimismo. Merito anche, in questo senso, del buon nome di cui gode la Maremma all’estero. Lo dimostrano i visitatori stranieri che sono sbarcati sui moli scarlinesi in questo 2013: Germania, Francia, Inghilterra, Svizzera, Russia e persino Stati Uniti. Tra tutti questi, forse è il riscoperto amore per le nostre terre da parte di Mosca a giocare a favore del rilancio del porto. Sono loro, ad esempio, ad aver rilanciato il mercato degli appartamenti già negli scorsi anni. Una tendenza confermata comunque anche quest’anno. «Gli appartamenti disponibili nel 2012 erano 15, oggi sono arrivati a 39, rendendo così possibile un incremento del fatturato che sfiora il 300 percento – spiegano dal Marina - Riguardo alla vendita di alcune residenze, una è stata acquistata da un nostro connazionale, un’altra da un signore inglese e la terza – neanche a dirlo - da un imprenditore russo». Già, poi ci sono gli italiani, forse la nota dolente in questo 2013 al Marina. «I turisti italiani in realtà sono leggermente diminuiti rispetto all’anno precedente – ammettono dal porto - sicuramente a causa della crisi che investe il nostro paese, a vantaggio però dei clienti svizzeri e russi che sono di fatto in lenta ma costante crescita». Con questi ultimi che in un certo senso rappresentano il turismo dell’elite. C’è anche un altro segno meno in questo bilancio: i contratti stagionali. «Per quanto riguarda la vita del porto i contratti annuali e i transiti sono rimasti invariati rispetto alla precedente stagione – continua la nota della società - In lieve calo (circa del 15 per cento) i contratti stagionali, specialmente quelli delle barche da diporto attorno ai 12 metri». Ma anche qui, a tappare i buchi lasciati vuoti arrivano i turisti stranieri, soprattutto tedeschi e del nord Europa. Ma il vero e proprio boom del 2013 arriva dalla galleria commerciale, dove finalmente si trovano molte attività aperte. «L’incremento del fatturato degli esercizi presenti è stato in media del 290 per cento – conclude al società - Sulla spinta di questo successo, durante la stagione invernale nella galleria commerciale, si terranno altre manifestazioni».
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