Italia
Madrucci è chiaro: «La legge ha fallito meglio l’eutanasia»
Il direttore del dipartimento prevenzione dell’Asl: «Cani tenuti in condizioni disumane. E troppi sono liberi»
Nei 22 anni di vita della legge 281 la collettività ha speso in Italia miliardi di vecchie lire, e poi milioni di euro, per organizzare l'anagrafe (che ha coinvolto milioni di cani), per costruire canili, per mantenervi centinaia di migliaia di animali (la maggior parte in condizioni disumane), per sterilizzarli. Posto che la legge 281 non è mai stata finanziata, se non per percentuali irrisorie rispetto alla spesa reale per applicarla, Asl e Comuni hanno dovuto far fronte agli alti costi della sua applicazione ricavando risorse dai loro bilanci.
Da una oggettiva analisi dei risultati di tutto questo impegno - perché un grande impegno c'è stato, io ho ben presente quello messo in campo in Maremma, non si può che convenire sull'evidenza che il fenomeno del randagismo non è migliorato, come non è migliorato il fenomeno dell'abbandono di cani. Ma non poteva che essere così, perché non si è mai trovata reale evidenza nella letteratura scientifica internazionale, e non si trova tutt'oggi, riguardo all'effettiva efficacia delle azioni previste dalla legge quadro 281 e dalle varie norme regionali che la disciplinano.
Neppure in Gran Bretagna, culla di una forte e antica attenzione ai diritti degli animali e al loro rispetto, dove è nata due secoli fa la Reale Società di Protezione degli Animali, esiste un'anagrafe canina nazionale gestita da enti pubblici, così come nei canili non vengono sterilizzati e imprigionati animali, a spese della collettività, per tutta la loro vita. Parimenti non esistono norme dell'Ue che vanno in questa direzione. Sono disponibili invece le raccomandazioni per il controllo del randagismo, emanate nel 2013 dalla Oie - World Organisation Animal Health, che si fondano sulla cattura dei cani vaganti e sulla loro soppressione eutanasica, come avviene da sempre negli Stati Uniti, in Inghilterra e nella grande maggioranza degli altri Paesi europei ed extraeuropei; e che richiamano come azione collaterale l'istituzione delle anagrafi canine per la sensibilizzazione dei proprietari di cani, peraltro non citandone mai l'efficacia come presidio contro il randagismo.
Nel Regno Unito l'anagrafe canina pubblica obbligatoria è stata abbandonata alla fine degli anni '80, in quanto ritenuta inefficace per combattere il randagismo, oltre che troppo costosa. L'anagrafe del cane ha infatti una buona efficacia solo per il recupero di cani di proprietà smarriti o sottratti in modo fraudolento ai legittimi proprietari ed è per questo che in Inghilterra esistono solo le anagrafi a gestione privata del Kennel club.
Ma torniamo agli effetti della legge 281. Subito dopo la sua emanazione si ebbe un impressionante sovrappopolamento dei canili comunali allora già presenti e si verificò una progressiva interruzione dei servizi locali di accalappiamento. Questo perché i Comuni si resero conto che a una diligente azione di prelievo dal territorio di randagi o abbandonati corrispondeva una lievitazione della spesa annuale per mantenerli nei canili, come conseguenza della limitata percentuale di adozioni. E così sono aumentati, negli anni, i cani vaganti e i randagi. Come conseguenza non sono mancati gli inevitabili danni per la zootecnia e per il genoma del lupo appenninico. In mancanza di un efficace contrasto al randagismo, alternativo alla cattura e all'abbattimento, negli anni è infatti rimasta e si è incrementata la popolazione di cani liberi. Le aggressioni alle greggi si sono moltiplicate ed è ormai riconosciuto che la grande maggioranza dei danni agli allevamenti ovini è causato da canidi o ibridi e solo in misura minima è imputabile al lupo. Non solo. Come ulteriore effetto si è innescato, e via via aggravato, il fenomeno di ibridazione del lupo appenninico, che dalla fine degli anni '80 aveva iniziato una difficile riconquista del suo areale di origine e che oggi vede seriamente insidiato il suo genoma. Un danno biologico ambientale di gravità eccezionale.
(*) Direttore dipartimento
prevenzione Asl 9
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