Il Tirreno

Grosseto

La Tares in quattro rate per esercenti e famiglie

di Maurizio Bernardini
La Tares in quattro rate per esercenti e famiglie

Il Comune, dopo le proteste, trova una mediazione. I negozi daranno subito il 25%, poi fino a giugno. I cittadini avranno la dilazione sopra i 200 euro

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GROSSETO. Legnata Tares, la spuntano i commercianti: il salasso sarà rateizzato in quattro parti. Il 25% entro fine anno, poi 28 febbraio, 30 aprile e 30 giugno. La delibera di giunta, con un modulo ad hoc da compilare, arriverà a giorni. La dilazione è senza interessi.

Potranno beneficiarne i titolari di attività che pagano di più rispetto al 2012. Per una volta – avrà pensato qualche burlone - lo slogan del centrosinistra che ha portato al Bonifazi secondo, “Abbiamo un amico in Comune”, è stato rispettato. La svolta è arrivata ieri, alla fine dell’incontro tra esercenti e amministratori. Ci guadagnano pure le famiglie, ma solo quelle con avvisi superiori ai 200 euro. D’altra parte il sindaco, dopo le (civili) proteste degli esercenti che si erano visti recapitare una Tares stratosferica, aveva da subito lavorato a una soluzione. Con lui l’assessore al bilancio, Borghi, e il collega di giunta Tei (ambiente). Le rimostranze di ristoratori, baristi e fruttivendoli – categorie massacrate dai mega rincari della nuova tassa sui rifiuti – sono dunque state accolte. E lo si è fatto nella maniera più lineare possibile. Sì, perché anche durante l’assemblea di ieri, entro una sala del consiglio comunale gremita di commercianti, nessuno ha alzato la voce. Neppure chi pagava mille euro e ora ne scuce 5mila. Nessuno ha inneggiato a violenze e nessuno ha battuto i pugni sul tavolo senza cercare prima di capire come stanno le cose. «La situazione – ha esordito, quasi imbarazzato, il sindaco - è molto difficile. Sulle tasse c’è un limite di sopportabilità». Bonifazi ha ricordato le ingenti spese che deve affrontare il Comune nella gestione dei rifiuti, compresa la bonifica delle Strillaie; è andato a ripescare i numeri e ha ribattuto che no, quell’odiosa tassa non è frutto dell’amministrazione. Tutto viene dalla capitale e una buona parte vi torna: è il caso dei 30 centesimi a metro quadro da pagare entro il 16 dicembre, questi senza dilazioni. Borghi ha richiamato le riduzioni introdotte su Tosap e aliquota Imu per fondi commerciali, tenuta allo 0,76%. Ma oltre allo spalma-Tares il popolo delle piccole imprese chiedeva spiegazioni sulle aliquote applicate e le mancate detrazioni per la differenziata. «Abbiamo caricato al massimo chi era destinato a pagare meno e al minimo chi avrebbe sborsato di più» ha replicato l’assessore Tei. Dunque le aliquote potevano essere addirittura peggiori. Sì, perché la partita Tares è un gioco d’incastri. Il risultato deve sempre fare cento e coprire l’intero costo di gestione del ciclo rifiuti (la Tarsu si fermava al 78%). È anche per questo che quest’anno non sarà applicato lo sconto-differenzia: «Riconoscere quelle detrazioni sarebbe equivalso ad affossare qualcun altro». Ma dal prossimo anno, con l’addio al Coseca e l’arrivo di Sei Toscana, si cambia. «Dal 2014 vorremmo il porta a porta per vetro e organico per alcune categorie, tra cui bar, ristoranti e ortofrutta. L’idea è di coinvolgere Marina e il centro di Grosseto con sconti fino al 15%». Qualche agevolazione per gli esercenti «Potrebbe arrivare dall’acquisto di alcuni pannelli del nuovo impianto fotovoltaico che sorgerà alle Strillaie». Ma ridurre i costi dedicati alla gestione dei rifiuti? «È uno degli obiettivi di Sei Toscana» aveva ricordato giorni fa il sindaco. Intanto Tei annuncia che d’ora in avanti ci sarà chi porterà a smaltire materiali da noi, pagando fior di quattrini: «È il caso di Lucca, invieranno 10mila tonnellate di scarti pagati 8 euro a tonnellata». Ma per questo, così come per l’avvento di convenienti sconti per chi fa la differenziata, ci sarà da attendere. Per il momento, questa l’unica certezza, a spuntarla sono stati i commercianti. A proposito, il Comune, prima di sentire gli esercenti, aveva incontrato anche i vertici delle associazioni di categoria dell’artigianato, commercio e industria. «Ma non si dica che è stato merito loro, ci siamo mossi in prima persona e abbiamo trovato un’amministrazione disposta ad ascoltarci» ha detto in serata un ristoratore. E a proposito di polemiche: durante il dibattito c’è stato chi ha rimandato le responsabilità a Roma e gettato le braccia lungo i fianchi in segno di resa. «Ma i deputati e senatori maremmani - mormorava qualcuno - si sono mossi per impedire l’avvento della Tares?»

©RIPRODUZIONE RISERVATA

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