Attenzione
Con le colonie, popolazione aumentata
Un discorso analogo vale per i gatti randagi e che fino a 20 anni fa si autoregolamentavano in natura in base alla disponibilità di cibo e alle stagioni. All'interno dei loro gruppi c'è infatti una...
Un discorso analogo vale per i gatti randagi e che fino a 20 anni fa si autoregolamentavano in natura in base alla disponibilità di cibo e alle stagioni. All'interno dei loro gruppi c'è infatti una selezione degli individui più resistenti alle situazioni difficili e alle patologie della specie. La legge 281 e le norme regionali che ne derivano sono intervenute regolamentando e incentivando l'istituzione di colonie, con dei volontari conduttori che si sono attivati per incrementare la disponibilità di cibo ai gatti in libertà e per fornire loro anche un certo livello di assistenza sanitaria. Si è ottenuto così un incremento della popolazione di felini in libertà in ambiente urbano; subito dopo ci si è inventati la cattura e la sterilizzazione degli adulti riproduttori, per mirare a una loro diminuzione. Sempre a spese del Sistema sanitario nazionale, cioè della collettività. Un modo di operare senza base scientifica: in nessun altro Paese si impiegano le risorse pubbliche per questo tipo di gestione. Ma soprattutto c'è da domandarsi contro quali rischi reali per l'igiene pubblica si attuano certi interventi di prevenzione. (g.b.)
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