Sicurezza
Terme, la Regione revoca i permessi di ricerca
CASTELL’AZZARA. La giunta regionale revoca i permessi per la ricerca di acque termali che aveva concesso tempo addietro nel comune di Castell’Azzara: il governatore Enrico Rossi in giunta afferma di...
CASTELL’AZZARA. La giunta regionale revoca i permessi per la ricerca di acque termali che aveva concesso tempo addietro nel comune di Castell’Azzara: il governatore Enrico Rossi in giunta afferma di voler rivedere l’intera normativa per l’autorizzazione di tutti i tipi di ricerca «per evitare di continuare a prendere schiaffi sui territori».
La decisione è arrivata nella riunione di lunedì scorso ma con questa revoca – lamentano sull’Amiata – lo schiaffo arriva dritto dritto a Castell’Azzara che a questo progetto di microtermalismo aveva guardato con fiducia, giudicandolo un piccolo motore per lo sviluppo del territorio.
Progetto appetibilissimo, secondo l’ente locale, e non perché l’amministrazione fosse il soggetto che aveva richiesto di fare attività di ricerca di acqua sulfurea, ma perché aveva sostenuto con grandi speranze l’intenzione di una società che voleva investire per dar vita a un piccolo villaggio termale.
«Adesso – commenta a caldo il vicesindaco di Castell’Azzara Patrizio Travagli – aspetteremo di conoscere i motivi della revoca ma poi non staremo zitti e cercheremo con tutte le nostre forze di non sprecare questa che riteniamo un’occasione d’oro per il territorio».
Travagli è amareggiato perché, afferma, «quando la società aveva espresso l’intendimento di costruire un insediamento di qualità, una sorta di piccolo borgo termale che sarebbe potuto diventare, forse, anche una Spa, noi, come amministrazione, avevamo sperato davvero in questa occasione di sviluppo per un paese che di occasioni ne ha poche e avevamo anche fornito uno studio ambientale. In quel momento, infatti, la Regione, con sua delibera, aveva emesso un provvedimento favorevole».
Il progetto di indagine prevedeva esclusivamente rilievi geofisici di tipo magnetotellurico e sismico e, nonostante non comprendesse scavi o perforazioni, era stato sottoposto a Via perché localizzato nel sito della rete di Natura 2000 Alto Corso del Fiume Fiora.
Il provvedimento regionale conteneva specifiche prescrizioni e raccomandazioni sugli aspetti legati all’atmosfera, all’ambiente idrico, suolo e sottosuolo, alla vegetazione, flora, fauna ed ecosistemi, al paesaggio e ai beni culturali, al rumore e vibrazioni, ai rifiuti e bonifiche, alla salute e sicurezza pubblica e agli aspetti infrastrutturali.
L’area è in località Banditella, sotto il fiume Fiora e vicino a Selvena. «Lì – spiega il vicesindaco – crediamo proprio che l’acqua sulfurea vi sia e il luogo è molto adatto a un genere di insediamento di qualità. Ora aspettiamo di conoscere i motivi di questa revoca. Qui a Castell’Azzara nessuno ritiene un’opportunità simile negativa per il territorio. E dico subito che abbiamo intenzione di batterci perché un progetto che riteniamo possibile e anzi auspicabile, non vada a perdersi in questo modo, bocciato dalla Regione che per lo meno dovrà sentire le parti in causa». (f.b.)
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