Sicurezza
Parlano l’infermiera e l’allievo ufficiale
Ci sono tante storie a bordo della Concordia. Centinaia di frammenti, tra coraggio e senso del dovere. Raluca Soare per esempio è rimasta a bordo a dare una mano fino all’ultimo. Lei, romena, era la...
Ci sono tante storie a bordo della Concordia. Centinaia di frammenti, tra coraggio e senso del dovere. Raluca Soare per esempio è rimasta a bordo a dare una mano fino all’ultimo. Lei, romena, era la capo infermiera (dal 2008) e la sua versione parte con un caffè preso a fine cena. «Eravamo al ponte 9 – racconta in aula come testimone – quando la nave è come inciampata». Da quel momento in poi, i minuti sono scanditi dai suoni dei tango india, dalla zona piscina al ristorante Milano, a soccorrere forti attacchi di panico. «Nella zona piscina abbiamo trovato anche tre bambini e li abbiamo portati ai loro genitori». Le cose sono peggiorate poco dopo e Soare si trova fianco a fianco con Schettino di Bosio, sul tetto di una lancia incastrata. «La nave stava per caderci in testa».
Anche Andrea Calissi ha sentito parlare Schettino poco dopo l’impatto. «Diceva: cosa ho fatto? Cosa ho fatto?» racconta Calissi. Lui era a bordo come ausilio del primo ufficiale Giovanni Iaccarino, con cui soccorreva gli infortunati all’allarme denominato tango india. «Abbiamo perso la nave» ha detto l’ufficiale a Calissi. L’ausilio ha raccontato poi in aula di aver aiutato i passeggeri a darsi un ordine durante l’abbandono nave, fino a quando anche lui è dovuto scendere per salvarsi la vita. (a.f.)
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