Il Tirreno

Grosseto

Ecco i “nostri” primi trentatré laureati

di Stefano Fabbroni
Ecco i “nostri” primi trentatré laureati

Il Polo di Grosseto ospita la discussione delle tesi del corso di Scienze infermieristiche. Un traguardo per tutta la città

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GROSSETO. Una folla di parenti e amici in trepidante attesa dei neolaureati e pronta ad accoglierli con un caloroso abbraccio all’uscita dall’aula. Una scena come ne capitano tante, ogni giorno, negli atenei di tutto il Paese.

Stavolta, però, siamo a Grosseto e quelli che stanno per uscire da quell’aula sono i primi trentatré studenti che hanno discusso nel capoluogo maremmano le loro tesi del corso di laurea in Scienze infermieristiche, fiore all’occhiello del piccolo – ma evidentemente in crescita – ateneo grossetano sul quale la città e l’Asl 9 hanno puntato molto. Fino all’anno scorso, infatti, le tesi si discutevano a Siena.

E così la festa dei 33 diventa la festa di una città intera che guarda con speranza al futuro dei suoi giovani neolaureati e a quello di tutta la comunità. Quando la porta si spalanca ed escono i freschi dottori, è una pioggia di lacrime di gioia, flash e corone d’alloro.

È accaduto ieri nei corridoi del Polo universitario grossetano di via Ginori. Marica, Antonella, Leo, Giacomo sono alcuni degli studenti che hanno vissuto questa storica giornata per loro e per il Polo. La stretta di mano della commissione ha concluso un percorso triennale faticoso fatto di ore di teoria in aula e, in particolare, di pratica all’ospedale Misericordia, dove i ragazzi sono entrati a stretto contatto con i pazienti, passaggio che si è poi rivelato indispensabile per la stesura dei loro elaborati. Che, oltre agli aspetti tecnico-scientifici, hanno ripercorso con cuore e cervello le fasi della loro esperienza universitaria.

È il caso di Ciro, originario di Napoli che ha scelto Grosseto per laurearsi con una tesi su “La gestione infermieristica del catetere venoso centrale per emodialisi”. «È stato duro vivere questo momento che ha anticipato la discussione – spiega – ma è andata bene. Ho scelto questo titolo appena ho iniziato a frequentare il reparto in ospedale durante il secondo anno di corso, in cui ho avuto modo di capire la gestione completa dei singoli casi».

Una soddisfazione personale che coinvolge amici, parenti e colleghi che ne approfittano per premiarlo personalmente, con la corona di alloro.

Stessa sorte per Nicol che, invece, ha portato all’esame di laurea una tesi sul delicato momento della “Comunicazione alla famiglia del potenziale donatore di organi”. «Questa parte dell’infermieristica – spiega – mi ha colpita e appassionata da subito, anche perché l’ho vissuta come paziente e come utente, oltre che come studentessa. La ritengo fondamentale nel nostro corso di studi e sono soddisfatta per averla affrontata nei minimi particolari». A entrambi la commissione, composta da docenti di Siena, delle Asl di Grosseto e Arezzo e da rappresentanti dell’Ipasvi di Grosseto, ha dato 110 e lode; la media è stata nel complesso alta.

Che la cerimonia di ieri è stata un evento lo dimostra anche il fatto che vi hanno partecipato anche i vertici dell’Asl 9, dell’università di Siena e numerosi docenti che hanno seguito i ragazzi durante il corso. L’evento, del resto, è stato fortemente voluto dalla Asl 9 e dal dipartimento di Scienze mediche, chirurgiche e neuroscienze di Siena, e che, grazie alla collaborazione del Polo universitario di Grosseto, ha consentito che la cerimonia si svolgesse in via Ginori.

©RIPRODUZIONE RISERVATA

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