Proteste
Apre il cantiere, finiscono i posti auto
Personale della stazione sul piede di guerra: «Ignorate le ripercussioni sulle nostre attività, ci costringono a venire a piedi»
GROSSETO. I lavori destinati a cambiare volto alla stazione sono partiti, ma c’è già polemica: dalle parti dell’ex scalo merci gli spazi per fermare le auto sono divenuti una rarità. Qualche posto c’è, ma non è del tutto sicuro. Chi lavora da quelle parti è costretto a parcheggiare l’auto a centinaia di metri dalla stazione. È per questo che i dipendenti dell’impianto ferroviario sono sul piede di guerra.
Nella definizione e progettazione dell’intervento, dice Gaetano Di Pinto, portavoce delle Rsu, «non sono state per niente prese in considerazione le ricadute delle varie fasi di realizzazione su lavoratori e clienti del trasporto ferroviario».
Per Di Pinto «la mancanza di parcheggio in stazione e di alternative nel raggio di centinaia di metri mina lo svolgimento delle normali attività del personale: dagli addetti alla partenza dei treni a quello degli uffici, dai preposti alla sicurezza, al pronto intervento e al soccorso sino ai servizi di pulizia».
Insomma, «tutto ciò che gravita intorno al trasporto ferroviario di Grosseto» è penalizzato. «Oggi, recarsi in stazione per prendere il treno o lavorare è diventata una lotteria – lamenta Di Pinto –: superate le 6 del mattino, trovare posto è difficilissimo, se non impossibile». Insomma: alla stazione ci si va, sì, ma a piedi.
Per il portavoce delle rappresentanze sindacali unitarie «il non aver previsto l’impatto sull’organizzazione del lavoro dimostra quanto poco interesse vi sia nei confronti del trasporto su ferro. La nostra città è sempre oggetto di riduzioni di servizi da parte delle imprese ferroviarie, ripristinati dopo proteste e articoli sui giornali».
Per come sono messe le cose «il personale – spiega il sindacalista – ha fatto e sta facendo di tutto per ridurre i ritardi ai treni in partenza e i disagi ai clienti, ma la situazione non è più tollerabile».
Ecco perché le Rsu chiedono alle autorità cittadine e ai preposti alla sicurezza pubblica d’intervenire «per cercare soluzioni in tempi rapidi e evitare che Grosseto sia vittima del disinteresse e della mancata attenzione verso lavoratori, studenti e turismo». E affinché il capoluogo maremmano non sia una città «sempre meno collegata alla rete nazionale di trasporto ferroviario».
Sino a qui la nota inviata da Di Pinto al sindaco Emilio Bonifazi, al presidente della Provincia Leonardo Marras, al prefetto Anna Maria Manzone e ai vertici di Rete ferroviaria italiana.
Intanto due passi alla stazione noi li abbiamo fatti: tutti i dipendenti hanno confermato forti disagi. L’edificio dell’ex scalo merci, che custodisce uffici e aree operative, ha molti problemi. Su tutti spicca lo stato delle due tettoie.
«Una – ci dice un dipendente delle Ferrovie – è stata rattoppata alla meglio dopo alcuni cedimenti avvenuti una decina di anni fa, ma rischia di venire giù. Anche dall’altra parte dell’edificio non siamo messi bene, ogni tanto cade qualche pezzo d’intonaco e calcinacci e infatti è stato transennato. Qualcuno di noi lì l’auto la lascia lo stesso, ma rischia».
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