Il Tirreno

Grosseto

Furti a raffica alle cascatelle, due arresti

di Francesca Gori
Furti a raffica alle cascatelle, due arresti

In un mese almeno undici colpi: decine di cellulari, zaini, portafogli e oggetti di ogni tipo portati via ai turisti

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SATURNIA. Per tutto il mese di agosto sono stati l’incubo dei turisti che si fermavano a fare il bagno alle cascatelle di Saturnia. Sabato i carabinieri di Saturnia, quell’incubo lo hanno interrotto. Giampietro Atzori, 51 anni di Piancastagnaio e Antonio Contu, 42 anni di Umbertide, in provincia di Perugia, sono stati arrestati su ordinanza di custodia cautelare emessa dal gip Valeria Montesarchio. E tutta la refurtiva, tutto quello che avevano portato via durante almeno 11 furti, sequestrata dai militari che si sono presentati a casa di Atzori. L’uomo, disoccupato, era già stato portato al carcere di via Saffi a fine agosto dai militari di Saturnia perché era stato trovato letteralmente con le mani nel sacco. Contu invece, di professione pastore, era riuscito a sfuggire alle manette.

Il sistema che avevano congegnato era tutto sommato semplice: aspettavano, lì alle cascatelle che i turisti lasciassero gli zaini incustoditi per andare ad immergersi nelle acque termali e si avvicinavano, portando via gli zaini con tutto quello che c’era dentro. Nella casa dell’uomo i carabinieri hanno trovato decine di telefoni cellulari, portafogli svuotati, banconote italiane e straniere, macchine fotografiche, tablet, occhiali da sole, binocoli. Tutto quello che serviva ai turisti per fare una vacanza perfetta, spariva alle cascatelle.

Senza guardare in faccia a nessuno: giovani, famiglie, coppiette in cerca di qualche decina di minuto di relax nelle acque delle terme di Saturnia.

La coppia che ha terrorizzato i turisti, la scorsa estate, individuava chi derubare. Vittime italiane e straniere.

A una famiglia francese che era appena tornata dalle vacanze in Campania era sparita anche la macchina fotografica con quattromila immagini dentro, recuperata e riconsegnata poi dai carabinieri.

Atzori resta quindi in carcere, mentre Contu ha ricevuto l’ordine di dimora e per entrambi è scattato il divieto, emesso dal questore di Grosseto, di entrare di nuovo nel territorio comunale.

I due, spesso non si accontentavano di portare via gli zaini e tutto quello che c’era dentro. Quando trovavano le chiavi delle auto conservate nelle borse, si spostavano nel parcheggio e, premendo il pulsante del telecomando, cercavano di aprirle.

Una volta sbloccata la portiera il gioco era fatto: ripulivano anche le vetture di tutto quello che c’era.

I militari hanno ricominciato a restituire ai legittimi proprietari tutto quello che hanno trovato a casa di Atzori. I due, si erano spartiti il bottino seguendo una logica tutta particolare: Contu incassava direttamente i contanti, Atzori invece, prendeva gli oggetti che trovava per rivenderli.

L’incasso, in quel modo, sarebbe stato tutto soltanto suo.

©RIPRODUZIONE RISERVATA

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