Il Tirreno

Grosseto

Droga nel fienile a Potassa Revocata la carcerazione

di Francesca Gori
Droga nel fienile a Potassa Revocata la carcerazione

Bilella resta in cella per l’omicidio e l’occultamento del corpo della Benetti Il procuratore capo Verusio: «Rischiamo di andare a processo senza il cadavere»

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GAVORRANO. Dal punto di vista dell’effetto pratico, ora come ora non cambia nulla. Ma dal punto di vista del principio, la revoca dell’ordinanza di carcerazione notificata ad Antonino Bilella, dopo la scoperta dell’hashish nel fienile, significa aver cancellato almeno l’onta di quell’accusa. Il giudice per le indagini preliminari Valeria Montesarchio, ha stabilito che nei confronti di Bilella, tutt’ora in cella di isolamento nel carcere di via Saffi, non esistono gravi indizi di colpevolezza tali da stabilire che quella droga sia stata messa lì dal custode. «La tenuta è aperta su un lato - dice l’avvocato Francesca Carnicelli, che difende Bilella - chiunque potrebbe essere entrato lì e aver nascosto la droga nel fienile che non veniva nemmeno utilizzato dal mio cliente».

La sua condizione di carcerato non cambia. Bilella è in via Saffi perché accusato di omicidio volontario e occultamento di cadavere. A metà gennaio, arriveranno i risultati del Ris di Roma che hanno sequestrato molto materiale. Tracce di sangue, trovate con il luminol nell’appartamento della donna a villa Adua, una piccola catana ornamentale, che il custode teneva attaccata al muro, nella sua abitazione. E poi l’altro sangue, quello trovato nell’auto dell’uomo, che aveva acquistato - ha spiegato agli investigatori - proprio per rottamarla. L’appuntamento, lui, lo aveva preso per il sette novembre, l’assicurazione di quella vecchia Punto sarebbe scaduta a fine novembre. E poi quelle che sono state trovate sul letto di Francesca Benetti e sul divano dell’abitazione della donna. Possibile che Bilella sia riuscito, in così poco tempo e da solo a ripulire anche quelle macchie di sangue che sono state evidenziate con il luminol?

Domande alle quali risponderanno gli uomini del Ris.

Intanto, Antonino Bilella rinchiuso nella sua cella d’isolamento prega. Il sessantanovenne ha chiesto al cappellano del carcere di avere una Bibbia in cella.

Don Enzo Capitani, ha assecondato la richiesta di Bilella, che tra l'altro ha chiesto di poter avere anche dei santini nella sua cella.

Intanto le ricerche di Francesca Benetti proseguono nel territorio maremmano. Gli investigatori procedono per anelli concentrici disegnati a raggi diversi (1 km, 5 km,10 km) intorno da Villa Adua a Potassa di Gavorrano e marcano sulle mappe topografiche i punti già perlustrati per non doverci ritornare.

Una ricerca che, al momento, non ha dato alcun esito. «Temo che dovremo iniziare il processo senza aver trovato il cadavere», ha detto il procuratore capo di Grosseto, Francesco Verusio. «Bilella si ostina a non collaborare - ha proseguito il magistrato - e rimane chiuso nel suo silenzio». Un silenzio che è stato spezzato, durante gli interrogatori nei quali si è avvalso della facoltà di non rispondere, soltanto dalle parole: «Non c’entro nulla con questa storia». Ha invece risposto, rispetto alla droga trovata nel fienile. Ha spiegato che lui con quell’hashish non c’entrava nulla. Il gip Valeria Montesarchio lo ha ascoltato e poi lo ha creduto. Ieri, a conferma di questo è arrivata la revoca dell’arresto per detenzione ai fini di spaccio. I carabinieri, impegnati nelle ricerche di Francesca Benetti, continueranno anche a lavorare per scoprire chi ha messo nel fienile tutto quell’hashish.

@francegori

©RIPRODUZIONE RISERVATA

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