Sicurezza
Addio al Palombaro Il verdetto è definitivo
Il Consiglio di Stato respinge il ricorso dei titolari e dà ragione al Comune Il sindaco: «A gennaio le ruspe». Finisce l’era dello storico locale su palafitte
STEFANO. Il braccio di ferro tra il Comune di Monte Argentario e i proprietari del “Palombaro” è finito. Il Consiglio di Stato ha respinto il ricorso presentato dai proprietari e ha dato ragione al Comune. Via libera alla demolizione.
Soddisfatto il sindaco Arturo Cerulli, che con un paio di frasi molto stringate rivela grande soddisfazione: «Il Consiglio di Stato ha respinto il ricorso sul Palombaro - dice lui - A questo punto la “Marinella” potrà ritornare ad essere la più bella spiaggia di Porto Santo Stefano». Il capitolo Palombaro si chiude e ora - prosegue lui - non resta che abbattere la struttura. «La demolizione - spiega Cerulli - potrebbe iniziare già prima di Natale, ma molto più realisticamente andremo a dopo le festività natalizie».
La “Marinella” è una minuscola spiaggetta limitata verso levante dalla scogliera che protegge il Molo Garibaldi e verso ponente da quella che difende il Lungomare dei Navigatori. Essendo posizionata nel centro dell’abitato, è facilmente raggiungibile a piedi e per questo è molto frequentata, specialmente dai residenti. Molti anni fa Gino Tantulli – professione palombaro - chiese la concessione dello specchio acqueo davanti al piccolo arenile, che gli venne accordata.
Gino vi realizzò una palafitta di ferro, unita alla terraferma da una passerella e su di essa un ampio locale contenente: cucina, relativi annessi, un ampia sala adibita a ristorante. Una realizzazione che molti trovarono suggestiva e alla quale nessuno – almeno a quanto ci risulta – si oppose.
Passarono gli anni, “Il Palombaro” diventò una struttura quasi storica, ma come tutte le cose antiche, anche vecchia e corrosa dalla salsedine.
Qualche anno fa il Comune chiese la decadenza della concessione e la demolizione della struttura. Iniziò così il braccio di ferro tra l’ente e i proprietari con grande impiego di carte bollate. Perizie tecniche e ricorsi ai vari gradi di giudizio (Tar ecc.) fino al Consiglio di Stato, ultimo grado della giustizia amministrativa. Nella fase dei primi ricorsi già il Tar aveva emesso una sentenza contraria ai proprietari. Contro questo provvedimento “Il Palombaro” ha fatto ricorso chiedendo la riforma della sentenza del giudice amministrativo. La richiesta non è stata accolta. È del 6 dicembre la sentenza conclusiva: «Il Consiglio di Stato in sede giurisdizionale - è scritto nella pronuncia del giudice - definitivamente pronunciando respinge l’appello proposto, e condanna l’appellante al pagamento delle spese giudiziali, nella misura di 3mila euro, ponendo definitivamente a carico del medesimo il compenso da corrispondere all’organo verificatore».
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