Lutto
Palazzo vista Mura: il nuovo progetto
Il condominio Boman avrà terrazze a scalare. Così vuole la Soprintendenza che, dopo 50 anni, ha messo un vincolo
GROSSETO. Terrazze scalate e due soli piani fuori terra. Cambia volto palazzo Boman (acronimo di Bonghi-Manetti, le due vie parallele dove l’edificio si affaccia), il costruendo condominio nell’area dell’ex garage Falloni, poi negozio Blockbuster, davanti al bastione della Cavallerizza: la facciata perpendicolare al terreno di cinque piani sparisce e lascia il posto a una parete a scalare con terrazze.
La Soprintendenza per i beni culturali e paesaggistici di Siena e Grosseto ha approvato la variante al progetto originario elaborata secondo i dettami del nuovo vincolo indiretto che lei stessa aveva precedentemente apposto. E dopo oltre un anno di stallo – due dalla demolizione dell’ex garage – il cantiere è può ripartire.
Lo stop era stato ordinato giusto un anno fa dalla stessa direzione regionale della Soprintendenza che, a distanza di oltre mezzo secolo dall’emanazione di un provvedimento di tutela indiretta per le mura di Grosseto (decreto ministeriale 7 marzo 1956), aveva «ravvisato la necessità di integrare ed estendere» il provvedimento a quattro edifici che si trovano in prossimità della curva di via Manetti: quello che ospita l’asilo il Fiocco, quello tra l’asilo e l’ex garage, il palazzo che si sta costruendo al posto dell’ex garage e la palazzina a fianco, in via Giovanni Lanza. Obiettivo: «preservare le visuali di entrambi i lati di via Manetti, sia in direzione nord-sud che est-ovest».
La zona è vicina al bastione Garibaldi. Ora, nell’ex garage la società Pan.Re aveva già avviato i lavori per costruire un lussuoso condominio con galleria commerciale di collegamento tra via Manetti e via Bonghi. E per la parte di edificio che dà su via Bonghi aveva già costruito la nuova struttura fino al quarto piano.
«L’intervento era stato pianificato col vecchio piano regolatore ed era già stato approvato dalla Soprintendenza», spiega il progettista, il geometra Fabio Morriconi. «Poi è arrivata questa novità del vincolo indiretto e abbiamo dovuto cambiare il progetto, concertandolo con i dottori Marco De Bianchi e Giampaolo Fornasiero del Comune, con la soprintendente Emanuela Carpani e con la dottoressa Mazzini, sempre della Soprintendenza».
Il dietrofront della Soprintendenza era arrivato come un fulmine a ciel sereno per il costruttore e per i futuri inquilini. A far aggrottare le sopracciglia era stata la curiosa tempistica di un vincolo “piovuto” a distanza di cinquantasei anni, a permessi già accordati, e solo in questo angolo, non nell’intero anello intorno alle mura. Ma tant’è. Del palazzo, che a quest’ora doveva già essere finito, o quasi, non c’è ancora ombra.
La richiesta iniziale di Siena era stata ancora più restrittiva di quanto poi definito, tanto che a giugno 2012 il comitato regionale di coordinamento le ha chiesto di rivedere le prescrizioni. Il progetto ha quindi subito pesanti modifiche, che la società ha presentato alla Soprintendenza a febbraio 2013.
Di cinque piani che doveva essere, su via Manetti palazzo Boman sarà solo di due piani. E visto che sul retro (su via Bonghi) erano già pronti quattro piani, il compromesso trovato è stato quello di unire con un’immaginaria linea, obbligatoriamente inclinata, le due facciate. Quel che se n’è ottenuto è un edificio con belle terrazze a scalare che non ostacolano la visuale e mantengono una buona distanza dalle mura. Come voleva Siena.
Per gli altri tre edifici il nuovo vincolo prevede, invece, che in caso di sostituzione edilizia (cioè se si abbattono e ci si ricostruiscono nuovi edifici) di mantenere parità di volumi, sedime, altezza massima di gronda e di colmo e inalterate distanze dal bastione. Per tutti e quattro gli edifici la Soprintendenza obbliga a usare materiali e colori propri dell’edilizia grossetana del primo Novecento e prevede si possano costruire muretti di recinzione.
La Soprintendenza detta regole anche per gli spazi pubblici: gli alberi non si toccano e, anzi, il loro numero può essere incrementato. E non si potranno installare mezzi pubblicitari e cartelli: ci sarà posto solo per la segnaletica stradale.
Tornando al futuro palazzo Boman, «la concessione – spiega il geometra Morriconi – è pronta per rilascio». Salvo altri imprevisti, dovrebbe essere la volta buona.
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