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Lav: «Bombardate di sms il Comune per salvare Zorro»

Lav: «Bombardate di sms il Comune per salvare Zorro»

Appello contro la soppressione del cane ritenuto aggressivo Bottinelli: «Deve poter essere tenuto in vita, lo dice la legge»

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MASSA MARITTIMA. «Bombardate di messaggi» il Comune di Massa Marittima e l'Asl 9 per bloccare la soppressione di Zorro. La Lav (Lega antivivisezione) provinciale fa un appello ai maremmani per evitare la morte (annunciata) del cane di razza dogo ritenuto aggressivo.

«Troppo feroci, uno di loro ha quasi staccato un braccio ad un uomo», questa la giustificazione alla decisione presa, data dai sindaci Lidia Bai (Massa Marittima) e Maurizio Bizzarri (Scarlino), supportati dall'Asl 9. Se per Argo, pastore maremmano soppresso qualche giorno fa, adesso nulla può essere fatto, se non procedere per vie legali contro il primo cittadino scarlinese, la Lav vuole fermare la condanna a morte di Zorro, o almeno tentare di farlo. Come? Attraverso un'azione di “mail bombing”, così la definiscono i vertici provinciali della lega, nei confronti del primo cittadino massetano e dell'azienda sanitaria.

«Il dogo Zorro è da sopprimere – dice Giacomo Bottinelli, responsabile Lav Grosseto - Così sostiene la Asl 9 insieme al sindaco di Massa Marittima, nonostante la Lav abbia inviato una diffida e pareri comportamentali che affermano il contrario. La legge prevede che un cane definito aggressivo possa essere comunque mantenuto a spese del proprietario in una struttura idonea. Nulla di tutto ciò è stato considerato e nessun percorso di recupero comportamentale è stato attivato come previsto dalla legge regionale. Recentemente il sindaco di Scarlino ha ordinato la soppressione di un altro cane, il pastore maremmano Argo, con le stesse modalità. Facciamo sentire la nostra voce inviando una mail ai sindaci di Massa Marittima e Scarlino».

Il messaggio è apparso ieri mattina nella pagina Facebook della lega e di Bottinelli, con tanto di indirizzi dove inviare la richiesta e testo della mail. Nella istanza viene riportata la legge regionale 59 del 2009, che secondo il gruppo animalista non è stata recepita in pieno nei casi di Argo e Zorro: a loro giudizio infatti non è stato fatto tutto il possibile, perché i cani potevano essere mantenuti in strutture autorizzate. «Nulla di tutto ciò è stato concesso né a Zorro né ad Argo, preferendo la via breve della soppressione, nonostante il proprietario di Zorro abbia scritto al sindaco di Massa Marittima annunciando l’imminente trasferimento del cane in un centro specializzato a proprie spese – dice Bottinelli - Si tratta di un modo di agire indegno. Nei casi in questione si è evitato o addirittura rifiutato qualunque confronto con le associazioni animaliste».

Paola Villani

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