Il Tirreno

Grosseto

«La class action ha superato l’esame»

di Paola Villani
«La class action ha superato l’esame»

L’avvocato Fazzi replica a Scarlino Energia: nove delle undici domande riguardano la pericolosità delle emissioni

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SCARLINO. «Solo due delle undici domande riguardano il risarcimento danni». L'avvocato Roberto Fazzi, promotore della class action contro la Scarlino Energia, proprietaria dell'inceneritore della Piana scarlinese, risponde così alle dichiarazioni dell'azienda all'indomani della prima udienza al Tribunale di Grosseto, nelle quali l'impresa sostiene che la causa non ha superato l'esame preliminare.

In pratica dalla Scarlino Energia hanno spiegato che il rinvio al 2014 stabilito dal giudice non è dovuto alla necessità di tempo per valutare i documenti depositati, ma alla richiesta di atti che dimostrino i danni subiti personalmente da tutti gli attori della class action e l'eventuale istanza pecuniaria. «Non avendolo fatto fino a oggi, il giudice ha rinviato l’udienza al 2 luglio imponendo (entro il 31 marzo 2014) un’integrazione documentale senza la quale l’azione legale non potrà essere valutata» hanno sostenuto dalla Scarlino Energia. La richiesta della class action promossa da circa 100 tra singoli cittadini e associazioni, con l'appoggio del Comitato per il no all'inceneritore, prende il là dalla vicenda legata all'emissione di diossine cinque volte sopra il limite di legge avvenuta nella primavera scorsa dai camini dell'impianto.

Ma ecco pronta la risposta di Fazzi. «Solo due domande hanno ad oggetto il risarcimento dei danni subiti; le altre nove vogliono accertare la pericolosità delle avvenute emissioni inquinanti e l’inesistenza del diritto di Scarlino Energia ad effettuarle, nonché l’inibizione e la condanna per Scarlino Energia alla cessazione di dette emissioni».

«Il giudice – continua il legale – ha dato ad entrambe le parti tempo sino al 31 marzo per chiarire i diritti che si intendono lesi e quindi questo riguarda solo le domande risarcitorie dell’atto di citazione. Nessuna integrazione della citazione è stata disposta per chiarire e specificare il pericolo di lesione del diritto di salute degli attori a tutela del quale sono state formulate le prime nove domande, che ha pertanto superato perfettamente l’esame preliminare».

Fazzi sostiene quindi che le dichiarazioni a mezzo stampa fatte dalla Scarlino Energia sono «fuorvianti» ed «errate« ai fini di una corretta informazione. «Ribadisco che l’obiettivo principale della class action sono le prime nove domande dell’atto di citazione con cui si chiede la cessazione delle emissioni inquinanti mentre le ultime due domande hanno carattere accessorio», conclude l’avvocato.

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