Il Tirreno

Grosseto

Il caso Giugnano? «Solo uno dei tanti»

Cripta a rischio: la soprintendenza tace, l’ex consigliere Tronconi allarga lo sguardo su altri disastri

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ROCCASTRADA. Sul caso Giugnano, la splendida cripta che sta crollando nella campagna di Roccastrada, il soprintendente per i beni architettonici e per il paesaggio Emanuela Carpani non risponde. Cercata a più riprese, via mail e via telefono, attraverso il centralino e il suo segretario _ a distanza di due settimane dalla pubblicazione del nostro servizio, che tante reazioni di stupore e rabbia ha suscitato nei lettori e nei cittadini di Roccastrada _ tutto tace dalla sede di via di Città, a Siena.

E allora ci pensa un cittadino, un ex consigliere comunale di Roccastrada, Fabrizio Tronconi, a tornare sulla questione.

«L’articolo sull’abbazia di Giugnano _ scrive Tronconi _ mi ha dato la giusta motivazione per tornare sul tema dell’abbandono, delle negligenze, delle scelte sbagliate per quanto riguarda opere, monumenti, soluzioni architettoniche, urbanistiche e storiche di Roccastrada e dintorni. Io addosso buona parte dei disastri e dell’abbandono che è davanti agli occhi di tutti alla “stanchezza” di quasi settant’anni di governo locale senza alternanza e rinnovamento, all'insegna di una sensibilità che emerge spiccata solo per alcune fasi storiche».

Ma le colpe non sono tutte del Comune. Nel caso di Giugnano è prima di tutto la soprintendenza a dover dare risposte. E in altri casi, laddove gli enti locali permettono interventi non proprio ortodossi, è sempre quest’ultima che deve controllare.

Per questo Fabrizio Tronconi ha inviato una lettera e un corposo fascicolo alla direzione regionale per i beni culturali e paesaggistici della Toscana e alla Bap di Siena. Per sollecitare attenzione. Su Giugnano ma non solo.

Tronconi chiede guardia alta alle istituzioni, ai tutori dei beni architettonici e del paesaggio, a coloro che sono deputati e pagati per controllare e salvare ciò che è emergenza.

Chiede sopralluoghi, l’ex consigliere comunale. A Giugnano così come nelle vie del centro storico di Roccastrada, «dove, nel silenzio generale, sono stati commessi dei veri e propri sfregi: bitumazioni capestro sopra le antiche lastre di riolite squadrate a mano; infissi in alluminio su muri facciavista; e ancora skyline dell’antico borgo deturpata con tinteggiature impossibili di alcune facciate, autentici cazzotti in un occhio». La lista che fa Tronconi è lunga.

Difficile dargli torto guardando le fotografie che allega. «A volte - prosegue - mi domando se è andata meglio a Giugnano, abbazia dimenticata da Dio e dagli uomini, oppure a quei luoghi dove il bello, il buon gusto degli antenati, l’estetica, sono caduti sotto i colpi dell’insensibilità di chi ci governa».

Tronconi rammenta infine l'incuria in cui versa il castello di Montemassi e altre opere connesse come la ristrutturazione del vicino centro civico (da adibire a museo), tutt’oggi chiuso. (g.b.)

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