Sicurezza
Antenna a Giannutri Burocrazia in tilt beffata la Provincia
Telecom installa il ripetitore e versa dieci anni di canone Poi giallo sulla proprietà dell’area, l’azienda rivuole i soldi
GIANNUTRI. Dopo la notizia choc che dal 1º gennaio 2014 Giannutri potrebbe restare senza luce e senz’acqua, un’altra storia dal sapore amaro arriva dall’isola. Ennesimo segnale di quanto quel lembo di paradiso sia precipitato nell’oblio di chi governa, a tutti i livelli.
Sul Monte Mario, dove si trova il serbatoio dell’acqua che alimenta Giannutri, da diversi anni campeggia un’antenna di Telecom Italia, che permette il buon funzionamento dei cellulari a chi trascorre le vacanze nell’isola, a chi in estate vi esercita la propria attività, all’escursionista mordi e fuggi. È lì da almeno dieci anni.
La Provincia di Grosseto ha riscosso da Telecom _ per il periodo che va dal 2003 al 2012 _ un canone annuale compreso tra 9.500 e 11.300 euro come contropartita all’occupazione di quest’area demaniale. C’è infatti, oltre all’antenna, una stazione radio base (in gergo bts) a servizio della telefonia mobile del gestore.
La concessione, stipulata tre anni fa, prevedeva una durata del rapporto fino al 31 dicembre 2018. Ma il diavolo _ sotto forma di burocrazia (leggi sovrapposizione di enti e competenze) _ ci ha messo lo zampino, innescando un contenzioso ancora aperto e dall’esito incerto.
Tutto inizia nella primavera 2011 quando Telecom si accorge che sul deposito di Monte Mario, a Giannutri, c’è qualcosa che non va: l’antenna e la stazione hanno bisogno _ in vista dell’estate _ di un restyling, un adeguamento. E così alla Provincia, per realizzare i lavori necessari, viene richiesta un’integrazione della concessione. Sì, perché _ insieme all’intervento di manutenzione tecnologica _ c’è da affrontare un altro problema: il serbatoio idrico di Giannutri soffre di un dissesto statico e la struttura per la telefonia che vi è installata sopra, rischia di non funzionare. Insomma la Provincia, che ha già riscosso bei soldi, viene chiamata a fare il suo dovere, a intervenire nella struttura e sistemarla.
E qui c’è la sorpresa. Da palazzo Aldobrandeschi partono 4 lettere indirizzate all’Agenzia del demanio filiale Toscana, al ministero dell’ambiente, al Comune di Isola del Giglio e al Consorzio Isola di Giannutri, per individuare il soggetto titolato, per competenza, a intervenire nella messa in sicurezza del disastrato deposito. Tutti rispondono, tutti si smarcano. L’Agenzia del demani,o però, va oltre. Fa presente alla Provincia di Grosseto che «il serbatoio idrico situato nell’Isola di Giannutri, in località Monte Mario, è di proprietà dello Stato», a seguito dell’esercizio di un vecchio diritto di prelazione successivo alla procedura esecutiva avviata dopo il fallimento della società Porto Romano di Giannutri di Vittorio Battaglia.
Questa passaggio _ si legge ancora nella risposta del demanio _ la Provincia dovrebbe conoscerlo visto che è scritto chiaramente in un decreto giudiziale del 2004 del Tribunale di Grosseto. Tradotto in soldoni: la Provincia non ha alcuna competenza riguardo alla gestione del serbatoio idrico di Giannutri. Zero. Nessuna competenza sull’esecuzione dei lavori di messa in sicurezza; ma soprattutto non poteva in alcun modo rilasciare una concessione a Telecom Italia e riscuotere il canone demaniale. Non ci vuole molto a comprendere di aver sbagliato. Si adotta così, immediatamente, un provvedimento di revoca in autotutela amministrativa della concessione demaniale rilasciata a Telecom Italia.
Ma il bello ha da venire. Quattro mesi fa il Tribunale di Milano intima alla Provincia di Grosseto di pagare a Telecom Italia la somma di 109mila euro, indebitamente riscossi a partire dal 2003. Ovviamente gli amministratori decidono di fare opposizione. È vero che Telecom ha pagato noi, mentre doveva pagare altri _ si difende la Provincia _ ma nel frattempo ha effettivamente fruito di quell’area demaniale e soprattutto ha ottenuto dall’Agenzia del Demanio, nel luglio 2013, una nuova concessione per l’uso del bene in virtù del fatto _ si legge testualmente nella nuova concessione _ «che la società Telecom ha provveduto alla corresponsione delle indennità dovute sino alla decorrenza della presente scrittura».
Saranno adesso i legali Stefania Sorrenti e Chiara Canuti, dell'avvocatura dell'ente, a rappresentare in giudizio gli interessi della Provincia al Tribunale di Milano.
Non lasciare decidere l'algoritmo:
scegli Il Tirreno per le tue notizie su Google