Lutto
Tares, gli esercenti sul piede di guerra
Ristoratori, pizzaioli e baristi costituiscono un comitato e ottengono un incontro con il Comune per mercoledì
GROSSETO. Stangata Tares, si cerca la via d’uscita: dopo la rabbia per gli aumenti stratosferici, le interminabili file all’ufficio tributi del Comune e le imprecisioni negli avvisi di pagamento, dopo tutto questo qualcosa si muove. Tra le famiglie c’è chi non può proprio pagare, mentre tra gli esercenti monta il malumore e si rischia la serrata natalizia.
È in questo clima che ieri si è consumata una delle giornate più lunghe dell’amministrazione locale. Nella mattinata, una ventina tra ristoratori, pizzaioli e baristi si dà appuntamento in un negozio del centro storico. Lì si costituisce quello che ha tutta l’aria di essere un comitato e arriva, puntuale, anche un foglio di programma. Le richieste, messe nero su bianco, sono precise: «Vogliamo capire perché sono state applicate queste aliquote e perché non è stato tenuto conto della detrazione d’imposta per chi ha un’attività in zone che fanno la differenziata». Ma soprattutto si punta a ottenere una deroga per i pagamenti, una dilazione. Insomma: rateizzare. «Altrimenti ci faremo sentire» e nell’aria si prospetta un incontro pubblico da tenersi proprio davanti all’ufficio tributi del Comune.
«Vogliamo - dicono i commercianti - coinvolgere tutti, anche i residenti. Siamo gente onesta e intendiamo pagare. Ma devono aiutarci». Si pensa di coinvolgere pure le associazioni di categoria, ma di non attenderle troppo nelle decisioni. Intanto c’è pure chi pensa di attaccare alla porta di ogni negozio cartelli di protesta. Tutti convinti, il dado è tratto. O almeno così sembra.
Sì, perché trascorrono le ore e quelle che prima erano certezze pian piano sfumano. Dal Comune arrivano le prime rassicurazioni, i toni si smussano e spunta l’ipotesi di un incontro istituzionale. Alla fine si arriva all’accordo: «Mercoledì – ci raccontano alcuni esercenti in serata - poco prima delle tre, una nostra delegazione sarà ricevuta dai vertici dell’amministrazione nella sala del consiglio comunale». Di fatto, i commercianti hanno ottenuto il primo obiettivo: richiamare l’attenzione del Comune e trattare con l’amministrazione senza intermediari. Le associazioni di categoria, per il momento, sono scavalcate. Ma ci sarà una riunione (e magari più di una) con Rete Imprese Italia per ragionare sui coefficienti 2014 della nuova tassa sui rifiuti e per parlare di Tosap: l’intenzione è compensare la batosta di questi giorni.
Intanto sulla legnata Tares torna a farsi sentire il sindaco, Emilio Bonifazi: «Non c’è stata alcuna sottovalutazione e alcun errore negli avvisi di pagamento dei conguagli. A luglio avevamo inviato ai cittadini un questionario in cui doveva essere indicato il numero dei componenti familiari. Di questi documenti ne sono tornati indietro solo due ogni dieci. Chi non ha risposto ha ricevuto un calcolo presunto in base ai metri quadrati dell’immobile».
Ora, rimediare si può: basta presentarsi di persona all’ufficio tributi in piazza della Palma e autocertificare la propria condizione. Il modulo è anche disponibile sul sito web del Comune. La cosa importante è controllare con cura l’avviso ricevuto: la Tares, a differenza della Tarsu, non si basa solo sulla grandezza dei locali, ma anche e soprattutto sul numero di persone che li abitano (nel caso delle case) e sulla quantità e tipologia di rifiuti prodotti (nel caso dei negozi). E a proposito delle aliquote, Bonifazi sbotta: «Abbiamo cercato di applicare i tariffari ministeriali. Siamo diventati – dice, parlando dei 30 centesimi al metro quadro che vanno dritti dritti a Roma - degli esattori. La copertura è del 100 per cento sul servizio, non più come prima (era al 78%, ndc)». Senza considerare che «a Grosseto abbiamo il dovere di assolvere i costi della bonifica delle Strillaie: questo perché in passato nessuno si è preoccupato di accantonare gradualmente la somma o parte della somma necessaria».
Ma visto che ora la gente deve far fronte alla totalità delle spese dedicate al ciclo dei rifiuti, magari sarà bene ridurre il costo complessivo della gestione della spazzatura. «Abbiamo un nuovo gestore, Sei Toscana, e uno dei principali obiettivi deve essere proprio questo». Infine, arriva uno spiraglio per la deroga ai pagamenti, oggi inchiodati con scadenza al 31 dicembre: «Stiamo cercando di capire se si può fare» si lascia scappare Bonifazi.
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