Il Tirreno

Grosseto

Rapina in banca assolto un romeno

Era accusato di aver fornito appoggio logistico ai banditi Il giudice: non ci sono prove del suo coinvolgimento

2 MINUTI DI LETTURA





PORTO ERCOLE. Anche se è certa la sua partecipazione alla rapina in banca a Capalbio nell’agosto 2010, non ci sono prove che abbia avuto un ruolo in quella del settembre 2009 a Porto Ercole.

Più o meno con questi termini il giudice Giovanni Muscogiuri ha assolto Paul Emilian Surleanu, 32 anni, romeno di origine, dall’accusa di aver in qualche modo preso parte alla rapina a mano armata (con un dissuasore elettrico) da 102mila euro messo a segno alla Cassa di risparmio di Firenze di Porto Ercole. Surleanu avrebbe fatto il basista, fornendo la propria casa come appoggio logistico a chi aveva fatto la rapina e svolgendo un sopralluogo successivamente al colpo.

L’accusa - il pm Stefano Pizza aveva chiesto 7 anni e mezzo - sosteneva la somiglianza tra i due eventi come anche quella del comportamento tenuto dai coimputati Cusnir e Farroni nelle due occasioni (tra l’altro, Stefan Cusnir aveva patteggiato, Massimiliano Farroni era stato giudicato col rito abbreviato e Vasile Cusnir ha un procedimento ancora in corso). Ma nelle motivazioni adesso depositate, il giudice nota che nel 2009 - a differenza di quanto avvenuto nel 2010 - Surleanu «non teneva alcuna comunicazione telefonica con i rapinatori» e che «appare scarsamente significativo» il fatto che lo scooter della fuga sia stato trovato (tra l’altro una settimana dopo) lungo un percorso compatibile con quello che conduce alla casa dell’imputato, visto che quel percorso «porta anche in moltissimi altri luoghi». Non ci sono certezze sulle conversazioni telefoniche. E se Cusnir e Surleanu si erano trattenuti sul promontorio fino a sera («al mare», come aveva detto il primo) l’avevano fatto solo per una necessità oggettiva, a prescindere dal nascondiglio, perché chi esce dall’Argentario può essere facilmente intercettato. È vero che Surleanu era nei pressi del luogo della rapina ed è vero che c’era stato un tentativo di contatto telefonico alle 15,06 con la sorella di due rapinatori: ma il ripetitore attraverso cui è passata la chiamata è vicino alla casa di Surleanu (a Porto S.Stefano) e lui poteva bene essere intento alle proprie attività, osserva il giudice. L’imputato, detenuto e non presente all’udienza, era assistito dall’avvocato Sorace.

Pierluigi Sposato

Non lasciare decidere l'algoritmo:

scegli Il Tirreno per le tue notizie su Google

Cronaca flash

Sicurezza

Massa, tre rapine in due ore in centro: arrestati due giovanissimi

di Redazione Massa