Proteste
“Grosseto scrive”, proclamati i vincitori
La giuria presieduta da Anna Rita Borelli ha premiato Ronconi, Bellini, Angeli e Pacini nelle quattro sezioni del concorso
GROSSETO. Scelti i quattro vincitori dell’edizione 2013 di “Grosseto scrive”, il premio letterario promosso dalla Fondazione Grosseto Cultura in partnership con Il Tirreno, La Nazione, Il Corriere di Maremma e Tv9.
Per la sezione poesia il primo premio è andato a Lorella Ronconi per la raccolta “Je roule. Poesie”: «Con parole sia aspre, sia tenere e vibranti, la poetessa esprime emozioni, sentimenti, rabbia, in un iter sofferto tra sogno e amara realtà. La poesia diviene strumento di conoscenza di sé, nella consapevolazza della propria identità”».In questa sezione segnalati Giulio Gasperini con “Patologia” e Vera Giommoni “Semi bio logici”.
Nella sezione racconto, la prescelta è Luciana Bellini per il suo lavoro “Il mestiere finito”: «L’aspetto più caratteristico è il linguaggio: l’autrice usa in modo divertente ed efficace il vernacolo con risultati brillanti. Presenta così con ironia e apparente leggerezza temi e problemi molto seri, anche se non nuovi, come la questione femminile, i problemi dell’agricoltura eccetera. I giudizi, anche molto severi e graffianti nei confronti di una struttura sociale ingiusta e maschilista, sono espressi in maniera gioiosa e gradevole». Segnalati dalla giuria Silvano Polvani con “Come era rossa la mia terra” e Irene Blundo con “Bianciardi come era a Grosseto. Incontro con Isaia Vitali”.
Per la sezione romanzi, primo premio a Alessandro Angeli per “La lingua dei fossi”: «Vita e morte del brigante Tiburzi descritta, tra mito e realtà dalla voce narrante del compagno di macchia Luciano Fioravanti. Argomento più volte trattato dagli scrittori, icona leggendaria della gente di Maremma, qui Tiburzi è rivisitato con linguaggio insieme nuovo e antico, scorrevole e convincente». Segnalati Fulvia Perillo con “Volevo un fante di cuori” e Ivan Beneventi con “Cronaca di un’utopia”.
Nella sezione saggi ha vinto Giacomo Pacini con “Il cuore occulto del potere”: «Il saggio, attraverso un’accurata ricerca delle fonti e dei documenti, ricostruisce la figura di Federico Umberto D’Amato nel contesto dell’attività dell’Ufficio Affari Riservati del Viminale, fornendo un’interessante analisi dei gravi problemi degli anni di piombo e del periodo della cosiddetta strategia della tensione. Lo stile è scorrevole e capace di appassionare il lettore». Segnalati Enrica Maderna con “Medichesse: la vocazione femminile alla cura” e Mariella Groppi con “Una maestra a spasso nel tempo”.
La giuria era formata da Anna Rita Borelli dirigente scolastico del polo liceale “Aldi”, presidente; Luciano Bigi studente; Anna Rosa Del Corona poetessa; Roberta Lepri scrittrice; Eugenia Ocello professoressa e presidente Associazione storico critico letteraria di Grosseto; Pietro Pettini presidente Ordine architetti di Grosseto; Angela Tozzi studentessa.
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